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Sovrappeso/Obesità

  • Come Riconoscere se Soffri di Prediabete in Tempo

    Il prediabete rappresenta una condizione del corpo che presenta una glicemia alterata nel sangue quando si è a digiuno, con valori che superano i 110, ma sono inferiori a 126 mg/dl. Per poter confermare la diagnosi bisogna effettuare l'IGT test, quello per l'intolleranza al glucosio orale, che consentirà di poter evidenziare valori alterati compresi tra 140 e 190 mg/dl. Se il test evidenzia valori superiori, allora siamo in presenza di diabete di tipo 2 o diabete mellito.

    Una persona che presenta una condizione di prediabete, che il più delle volte è asintomatica, non necessariamente svilupperà il diabete, ma occorre fare molta attenzione alla dieta.

    Cause del Prediabete

    L'American Diabetes Association classifica, chiunque abbia a digiuno zucchero nel sangue tra 100-126 mg/dl o l'equivalente di HbA1c tra il 5,7-6,4%, come affetto da prediabete. Mentre le cause esatte del prediabete sono ancora sconosciute, la storia familiare e la genetica, sembrano avere un ruolo importante nel suo sviluppo della malattia.

    Uno stile di vita sedentario e stressante (1), scelte alimentari sbagliate, oltre all'obesità (2), sembrano essere tra i fattori scatenanti. Gli zuccheri elevati nel sangue temporaneamente, sono un fenomeno normale nel corpo umano. La glicemia aumenta di solito dopo aver mangiato un pasto, ma il normale metabolismo del glucosio assicura che questo eccesso sia controllato e riequilibrato. Il pancreas, infatti, rilascia insulina per rispondere proprio a questo alto livello di glucosio nel sangue, aiutando il movimento dello zucchero verso l'interno delle cellule, che lo utilizzano come combustibile per le varie attività cellulari.

    Oltre a questo, il glucosio viene immagazzinato nel fegato prima, e una volta che è pieno, viene immagazzinato nelle cellule adipose del corpo. I problemi nascono quando i livelli di glucosio rimangono elevati per un lungo periodo. Questo di solito accade quando il pancreas non è in grado di produrre una quantità sufficiente di insulina o le cellule diventano resistenti all'azione dell'insulina, e non rispondono nel modo in cui dovrebbero normalmente. Il prediabete inizia con l'alterazione del metabolismo del glucosio, e come detto in precedenza, porta ad elevati livelli di glucosio nel sangue.

    Fattori di rischio nel prediabete

    Il prediabete è una condizione che precede il diabete di tipo 2. Prediabete e diabete di tipo 2, presentano gli stessi fattori che aumentano il rischio.

    • Sovrappeso: più tessuto adiposo si ha, soprattutto all'interno dei muscoli e intorno all'addome, più le cellule sono resistenti all'azione dell'insulina.
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    • Abitudini alimentari errate: l'elevato consumo di carboidrati raffinati, cibi ricchi di zucchero e il consumo di carne rossa lavorata, è legato allo sviluppo del prediabete.
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    • Vita sedentaria: l'inattività è un noto fattore di rischio per il prediabete. L'attività fisica, invece, aiuta a bruciare il glucosio e impedisce che si trasformi in grasso. Quindi, un'attività fisica regolare, aiuta a bruciare i grassi in eccesso, specialmente se combinata con una corretta alimentazione.
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    • Età: mentre la condizione di prediabete può svilupparsi a qualsiasi età, la maggior parte dei casi si manifesta dopo i 45 anni, quando le persone iniziano a perdere massa muscolare, fanno meno esercizio fisico, aumentano il peso corporeo e hanno meno controllo sulle loro abitudini alimentari.
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    • Sindrome dell'ovaio policistico (PCOS): questa sindrome (3), caratterizzata da problemi di fertilità, obesità e squilibrio ormonale nelle donne, è un fattore di rischio per l'insulino-resistenza, ed eventualmente per il prediabete.
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    • Disturbi del sonno: i disturbi del sonno come l'apnea notturna, sono un campanello d'allarme che evidenzia un maggior rischio di insulino-resistenza. Modelli di sonno irregolari e mancanza di riposo nelle ore notturne, possono mettere una persona a rischio prediabete.
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    • Familiarità: Se in famiglia si ha una persona, genitore o fratello con diabete di tipo 2, aumentano le possibilità di contrarre il prediabete e poi il diabete di tipo 2.
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    • Diabete gestazionale: le donne in gravidanza (4) presentano temporaneamente l'aumentato dei livelli di zucchero nel sangue. Se questi livelli sono più alti di quelli considerati "normali", allora la donna presenta il diabete gestazionale. Mentre questa condizione di solito si risolve da sola, sia il bambino che la madre, in seguito, possono presentare un alto rischio di sviluppare prediabete.
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    • L'aumento della pressione sanguigna, bassi livelli di HDL o colesterolo “buono” e alti livelli di trigliceridi nel sangue, poi, sono altre condizioni che aumentano il rischio di prediabete.

    I Sintomi del Prediabete

    Come abbiamo detto non ci sono sintomi particolari che possono farci capire di essere affetti da prediabete. Una cosa però è possibile notare nelle persone che presentano questa condizione: l'acantosi nigricans o acanthosis nigricans.

    Si tratta di una manifestazione cutanea che si caratterizza da zone iperpigmentate, delimitate male. Queste zone si presentano a livello delle piaghe cutanee, ovvero sul retro del collo, sotto le ascelle, sulle nocche, le ginocchia, i gomiti e nell'inguine. In questi punti la pelle si presenta ispessita e vellutata, con un colore che va dal brunastro al nero, facilmente riconoscibile perché diversa dalle zone circostanti. Questa cosa potrebbe rappresentare un segno di resistenza all'insulina e di prediabete.

    Altri sintomi di prediabete, che sono presenti anche quando si è affetti da diabete sono:

    • Senso di fatica inspiegabile (5)
    • Visione sfuocata
    • Aumento della sete
    • Minzione frequente
    • Periodi irregolari o dolorosi associati a malattia dell'ovaio policistico

    Test Consigliati per Identificare il Prediabete

    Esistono tre metodi di analisi del sangue raccomandati per identificare o diagnosticare il prediabete. Nello specifico si tratta di: A1C, glicemia a digiuno e 2 ore dopo 75 gr di glucosio orale (6). Si tratta degli stessi test attualmente raccomandati per identificare il diabete di tipo 2 non diagnosticato. Il test A1C (7), offre vantaggi per i pazienti, poiché non c'è bisogno di digiunare e per il laboratorio che effettua le analisi che può velocemente stabilire il risultato.

    Ecco esempi di risultati che confermano una diagnosi di prediabete:

    • A1C 5,7% -6,4%
    • Glucosio plasmatico a digiuno 100-125 mg / dL (glucosio a digiuno alterato)
    • 2 ore al giorno 75 gr di glucosio orale da 140-199 mg / dL (ridotta tolleranza al glucosio)

    Sebbene il futuro sviluppo del diabete di tipo 2 sia possibile quando i risultati degli esami del sangue sono al di sotto di questi intervalli, il rischio di progressione diventa più alto per le persone che riportano questi numeri.

    E' importante sottolineare che queste diverse opzioni di test non identificano sempre gli stessi pazienti. Ad esempio, alcuni individui possono mostrare un normale test della glicemia a digiuno. Se il sospetto di prediabete è elevato, ma il test di screening iniziale è normale, è opportuno considerare la ripetizione del test in un periodo di tempo più breve, o confermare il risultato “normale” con una delle altre due opzioni di test di screening.

    Indipendentemente dal metodo di screening utilizzato, identificare le persone affette da prediabete, prima che questo si trasformi in diabete di tipo 2, consente di agire, ad esempio, fornendo informazioni e risorse per la prevenzione. È importante, quindi, intervenire in questa fase per prevenire la progressione della malattia.

    Le persone dovrebbero essere informate sulla necessità di perdere peso, adottando uno stile di vita più equilibrato, con scelte alimentari sane e svolgendo un'attività fisica regolare, come consigliato dal programma di prevenzione del diabete promosso dal “National Institutes of Health”.

    Tra gli approcci alla malattia vi è anche quello farmaceutico attraverso la metformina, comunemente prescritta per il trattamento del diabete di tipo 2 ai pazienti di età inferiore a 60 anni con prediabete, più altri fattori di rischio come A1C> 6%, ipertensione, colesterolo HDL basso, trigliceridi elevati, obesità (BMI di 30 o maggiore), o familiarità di diabete in un parente di primo grado.

    Prediabete e Legame con l'Insulino Resistenza

    Le persone che soffrono di prediabete, evidenziano anche una condizione di insulino resistenza, ovvero una bassa sensibilità delle cellule all'azione dell'insulina. Questa cosa deve rappresentare un campanello d'allarme da non sottovalutare, se non si vuole evitare di far sfociare il tutto in diabete di tipo 2.

    L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas, che ha un ruolo principale per il metabolismo degli zuccheri nel sangue. L'insulino resistenza è quello stadio che si pone tra la normalità glicemica e il diabete. Una condizione, quindi, ancora non patologica, ma che rappresenta l'ultimo stadio prima della malattia. Ci sono valori precisi della glicemia, che stabiliscono come una persona sia insulino resistente. Tutte le persone affette da diabete di tipo 2 in precedenza hanno evidenziato insulino resistenza che, con il passare del tempo, ha poi portato ad una riduzione della produzione di insulina.

    Riuscire ad individuare e riconoscere in tempo la resistenza insulinica, consente di poter prevenire il diabete e capire il motivo del mancato dimagrimento, nonostante una corretta alimentazione.

    L'insulino resistenza è la causa principale della sindrome metabolica, che si verifica quando le cellule del corpo non rispondono, anzi si oppongono all'azione dell'insulina. Dunque, guai a non prendere in considerazione la condizione di insulino resistenza, perché se valutata in tempo, potrebbe evitare che uno stato di prediabete si trasformi poi in diabete di tipo 2.

    Per misurare l’insulino resistenza abbiamo a disposizione diversi metodi, alcuni diretti e altri indiretti, ma il sistema migliore in assoluto per misurare l’insulino resistenza è il Clamp euglicemico iperinsulinemico, perché va a misurare la quantità di glucosio necessaria per compensare un aumento del livello di insulina senza causare ipoglicemia.

     

    Avendo questi sintomi, posso mangiare il pane, la pasta e la pizza?
    Una soluzione c'è

    Per noi italiani sacrificare alimenti come il pane, la pasta e la pizza è spesso veramente un dramma, anche se sappiamo che dovremmo farlo, a volte si sgarra, oppure cerchiamo alternative più sane, ma non è la stessa cosa. Il grano ha il gusto a cui siamo abituati da piccoli ed è quella che rende meglio in cucina, ma purtroppo quella che ha anche un indice glicemico proibitivo, troppo alto, e alza la glicemia alle stelle, anche con le più piccole porzioni.

    Per fortuna una soluzione definitiva a questo problema è arrivata con il grano germogliato Conspersa, ovvero una farina di grano speciale che NON alza la glicemia, in quanto ha l'indice glicemico dei legumi, quindi bassissimo. Con questa farina puoi prepararti il pane e mangiarne anche mezzo chilo e la glicemia rimane inalterata, come se avessi mangiato un piatto di fagiolini! Puoi preparti anche l'impasto per farti la pizza, e in futuro usciranno la pasta e biscotti fatti con questa farina.

     

    1 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6025255/

    2- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/?term=prediabete+causes

    3- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5393155/

    4 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4404707/

    5 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5100935/

    6 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5100935/

    7 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4876771/

  • Dieta senza Lectine: Gli Alimenti da Evitare

     

    Lo sapevi che le lectine possono superare la barriera intestinale e depositarsi in altri organi? Un po’ preoccupante, ma è ciò che affermano gli studi (1,2).

    Circa il 30% del nostro cibo contiene lectine in quantità significativa, alcune delle quali possono resistere al processo digestivo ed entrare nella circolazione.

    A causa delle loro proprietà leganti, se assunte in eccesso, le lectine possono causare carenze nutrizionali, interrompere la digestione e causare gravi danni intestinali soprattutto in individui con enzimi disfunzionali. A questi effetti segue la compromissione dell'integrità della barriera intestinale: una volta che ciò accade, si apre la porta a varie autoimmunità (3).

    Leggi anche: Le Lectine Possono Causare Malattie?

     

    Cosa sono le Lectine

    Le lectine sono un gruppo di proteine ​​leganti i carboidrati presenti in natura, che agiscono come agglutinine; sono presenti nella maggior parte delle piante, in particolare nei semi e nei tuberi come cereali, patate e fagioli.

    Vengono anche definite antinutrienti, poiché possono ridurre la capacità del corpo di assorbire i nutrienti. Si ritiene che le lectine si siano evolute come difesa naturale delle piante: essenzialmente agiscono come una tossina che scoraggia gli animali dal mangiare le piante (4).  Esse si trovano in molti alimenti vegetali e animali.

    Se seguite una dieta alimentare completa e sana, ma avete problemi di peso e/o problemi di salute cronici, la causa potrebbe essere ricondotta alle lectine, colpevoli dei vostri disturbi: molte di esse sono proinfiammatorie, immunotossiche, neurotossiche e citotossiche (5,6).

    Ridurre il consumo di lectine dalla dieta potrebbe essere la chiave per ritrovare il benessere.

    Eliminare in modo drastico e definitivo le lectine dalla nostra dieta sarebbe  molto difficile, poiché la maggior parte degli alimenti più ricchi di vitamine, minerali, fibre e antiossidanti, nutrienti estremamente benefici per la nostra salute, contengono proprio lectine. Il consiglio è quello di ridurre e limitare il consumo di quegli alimenti che le contengono in maggiore concentrazione. 

    Non hai trovato la risposta al tuo problema in questo articolo?

    Non preoccuparti!

    Abbiamo preparato una speciale "Guida Olistica per la Salute" in formato PDF, nel quale potrai trovare la risposta a quasi tutti i problemi che potresti incontrare.

    Alimenti che Contengono Livelli Alti di Lectine 

    Alcuni alimenti dovrebbero essere completamente evitati in quanto hanno alti livelli di lectine. Essi includono:

    • ♦ mais;
    • ♦ proteine derivanti da animali nutriti con mais; 
    • ♦ arachidi, anacardi, fagioli rossi e soia (se non fermentata); 
    • ♦ latte e latticini della caseina A1, che è ricco di proteine ​​simili alle lectine che possono essere dannose.  

    Altre categorie alimentari ricche di lectine sono:  

    Legumi: noci, fagioli, piselli, lenticchie.

    Cereali: orzo, avena, riso (soprattutto quello integrale), farro, segale, grano saraceno, amaranto, quinoa, grano, ecc.  

    Solanacee: tutti i pomodori, patate (ma non le patate dolci), peperoni, melanzane, bacche di Goji.

    Leggi anche: Intolleranza alle Solanacee: Sintomi e Come Trattare Quando Fanno Male

    Cucurbitacee (7): anguria, melone, zucca, zucchine, cetriolo.

    Prodotti lattiero-caseari: in particolare quelli provenienti da animali alimentati con cereali.

     

    Dieta a Basso Contenuto di Lectine: gli Alimenti Ammessi

    Tutte le piante e i prodotti animali contengono qualche lectina. I vegetali che si possono mangiare senza restrizioni sono: gli asparagi, il finocchio, l'aglio, il sedano, l’insalata, i funghi, le alghe e le cipolle. 

    Altri alimenti che non dovrebbero comportare problemi in chi ha una intolleranza lieve: 

    • Patate dolci, yucca, carote
    • Verdure a foglia verde: spinaci, cavolo nero, cime di rapa
    • Verdure crocifere: broccoli, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles, ravanelli, rape
    • Olive e l’olio extravergine d'oliva, olio di cocco
    • Frutta: meglio sceglierla locale e di stagione. I frutti che contengono poca lectina sono: ciliegie, mele (senza la buccia), mirtilli, arance e limoni.

    È possibile consumare tutte le forme di proteine ​​animali, come quelle derivanti da pesce (non in scatola e non da allevamento), manzo, pollo e uova. La carne dovrebbe essere consumata con moderazione e la cosa ancora più importante è che gli animali siano stati allevati ad erba e non a mais, meglio se al pascolo, piuttosto che in un allevamento intensivo. 

    Sono ammessi i latticini caseina A2, come il latte di capra e il latte di bufala ed anche i grassi, come quelli contenuti in avocado, burro (ghee) e olio d'oliva.

    Dieta a Basso Contenuto di Lectine: Gli Alimenti da Evitare

     

    Se si ha intenzione di seguire una dieta di eliminazione per individuare quali alimenti si tollera e quali no, dovremmo seguire la cosìdetta dieta senza contenuto di lectine, che poi in verità ripetiamo, non è possibile eliminare al 100%, ma in questo caso drasticamente sì.
    Ecco gli alimenti che sono da evitare. 

    Proteine: carni da allevamento intensivo, insaccati (prosciutto, salame, pancetta, speck), salsicce stagionate, wurstel; pesce in scatola (sardine, tonno, salmone, ecc), aringa, salmone e altri pesci di allevamento, tonno fresco e acciughe; prodotti a base di pesce o molluschi trasformati (paste di pesce, pesce affumicato, essiccato o in salamoia, salsa di pesce).

    Legumi: fagiolini, fagioli rossi, fagioli neri, fagioli marroni, fagioli bianchi, soia, lenticchie, fave, piselli.

    Latticini: latte, yogurt, kefir, formaggi.

    Frutta secca a guscio e semi: noci, mandorle, anacardi, arachidi, pinoli, semi di lino, semi di chia, semi di girasole, semi di zucca, semi di sesamo.

    Frutta e verdura: pomodori, patate bianche, peperoncino, melanzane, bacche di Goji, maca, fragole, mele, pere, kiwi, banane, ananas, papaya, mango, uva, tutte le cucurbitacee come cocomeri, melone, zucca, zucchine, cetriolo.

    Altre sostanze: alcool, tè, caffeina, tutte le forme di zucchero, ad eccezione del miele crudo biologico (p.es. Manuka).

    Dieta di Eliminazione

    Per scoprire se si è intolleranti alla lectine occorre fare una dieta di eliminazione senza lectine (in verità con lectine drasticamente ridotte) per almeno 2 settimane. Visto che rimangono pochi gli alimenti da poter mangiare, facciamo una breve lista dei cibi consentiti, onde evitare confusione e per faciltare la comprensione della dieta:

    Carne:  possibilmente da pascolo libero. Prepare e bere il brodo di ossa ogni giorno.

    Pesce: tutti i pesci e frutti di mare, ma ovviamente più fresco possibile e selvatico.

    Verdure: cotte e crude tranne i legumi e le solanacee (elencate sopra).

    Frutta: frutti di bosco, bacche, limone.

    Condimento/grassi: olio di oliva extravergine, olio di cocco, ghee, avocado, aceto di sidro di mele (Braggs)

    NOTA: per evitare di avere fame e di esagerare con le proteine animali, prendere un cucchiaio di aceto di sidro di mele mattina e sera mescolato con l'acqua, perchè riduce l'appetito, e ai pasti aggiungere almeno 3 cucchiai di olio di oliva (i grassi saziano). Chi soffre di costipazione dovrebbe mangiare più verdure possibili e avocado.

    La cottura in pentola a pressione, può aiutare a ridurre i livelli di lectina nei cibi che la contengono. Anche l’ammollo, la fermentazione  e la germinazione dei chicchi possono contribuire a ridurre il contenuto di lectina.

    Per la gestione corretta della dieta di eliminazione, scaricate la Guida Olistica per la Salute, dove avete anche come opzione di scrivere ad un Naturopata esperto sull'argomento.

    Dieta senza Lectine e Altri Rimedi per Ripristinare il Benessere

    Con una dieta mirata e alcuni accorgimenti, come l’assunzione di collagene per ridurre l'infiammazione, integratori probiotici, per mantenere in equilibrio la flora batterica, l’assunzione di enzimi digestivi, per contribuire a migliorare la digestione degli alimenti e l’assunzione di integratori di super cibi contenenti polifenoli, si possono ridurre le concentrazioni di lectine nel corpo, disintossicarsi, riparare l'intestino, acquisire più energia e conquistare salute e forma fisica.

    Leggi anche: Pulizia del Colon quali Benefici per la Salute

    Leggi anche: Carenza di Enzimi Digestivi e Malassorbimento dei Nutrienti

    Leggi anche: Proteggi la Barriera Intestinale ed Evita la Disbiosi!

     

    Riferimenti:

    1. Pusztai A, Greer F, Grant G. Specific uptake of dietary lectins into the systemic circulation of rats. Biochem Soc Trans. 1989;17:481–482.
    2. Wang Q, Yu L-G, Campbell BJ, Milton J, Rhodes JM. Identification of intact peanut lectinin peripheral venous 
    3. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25599185
    4. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK22545/
    5. https://www.hindawi.com/journals/jdr/2017/6368780/
    6. Firestein et al., van den Bourne et al.
    7. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25692845
  • Diabete: Conseguenze Fisiche e Abitudini Alimentari che Aumentano i Rischi

    Il diabete rappresenta la malattia metabolica più comune, caratterizzata dall'aumento del glucosio nel sangue, dovuta alla difficoltà da parte del corpo di metabolizzare correttamente i carboidrati ingeriti. Questa difficoltà è legata ad una produzione insufficiente di insulina da parte del pancreas.

    Diverse sono le forme di questa malattia:

    • Diabete tipo 1 o insulino-dipendente: In questa forma di diabete, le cellule beta del pancreas deputate alla produzione di insulina, sono distrutte attraverso un processo di auto-immunità.
    • Diabete di tipo 2 o non insulino-dipendente: In questa forma di diabete, le cellule beta del pancreas producono insulina, ma non nel quantitativo adeguato per il fabbisogno, che aumenta a causa del sovrappeso.

    Oltre al diabete di tipo 1 e 2 sono presenti altre forme, quali il diabete secondario dovuto a malattie pancreatiche, oppure dovuto ad alterazioni ormonali, quello indotto da farmaci o da anomalie dei recettori insulinici. C'è poi il diabete mellito gestazionale, che si manifesta nelle donne in attesa di un bambino.

    I dati statistici relativi alla malattia in Italia

    I dati relativi al diabete in Italia rappresentano un campanello d'allarme importante. Stando all'ultimo rilevamento Istat, sono quasi 4 milioni le persone affette da diabete, circa il 5,3% dell'intera popolazione, con il 16,5% relativo a individui che vanno da 65 anni in poi. Sempre spulciando i dati, ci si accorge come la diffusione del diabete sia quasi raddoppiata nell'ultimo trentennio.

    Anche rispetto all'anno 2000 i malati di diabete sono aumentati: circa 1 milione in più. Tutto questo dovuto anche all'inesorabile invecchiamento della popolazione, oltre a tantissimi altri fattori, tra cui la possibilità di poter sfruttare la diagnosi precoce, che consente quindi di allungare la vita dei malati. Stando alle statistiche, negli ultimi dieci anni, la mortalità per diabete ha fatto registrare una riduzione di oltre il 20%.

    Le statistiche della malattia nel mondo

    L’International Diabetes Federation ha evidenziato che nel 2017 i diabetici nel mondo sono circa 425 milioni, e che entro il 2045 il numero salirà a 629 milioni. Come detto in Italia il numero stimato è pari a circa 4 milioni, ed un altro milione ignora di essere affetto da diabete.

    I fattori di rischio

    Ma quali sono i fattori di rischio? Vita sedentaria e obesità, sono i fattori di rischio rilevanti nelle persone malate di diabete, che vanno dai 45 ai 64 anni. Le persone obese di sesso maschile affette da diabete, rappresentano il 28,9%, mentre le donne il 32,8%. Prendendo in considerazione la stessa fascia di età, quella tra i 45 e i 64 anni di età, sale la percentuale di colore che soffrono di diabete e non praticano attività fisica: il 47,5% degli uomini e il 64,2% delle donne.

    I rischi del diabete

    Tante persone sottovalutano i rischi del diabete che, secondo le stime, conta 4 milioni di decessi ogni anno (un decesso ogni 6 secondi). Dunque, il diabete non è una patologia benigna, come erroneamente tante persone credono, anzi mettendo a confronto i dati in possesso, in Italia questa patologia uccide addirittura più del cancro. Il diabete favorisce il rischio di malattie cardiovascolari. La glicemia troppo alta per periodi prolungati, porta all'occlusione delle arterie e all'ossidazione, tra e prime cause dell'infarto, come evidenziato anche dall'Osservatorio Arno che ha registrato ben 75 mila infarti in un anno tra le persone diabetiche. Oltre a questo sono 50 mila i casi di ictus registrati, 10 mila le amputazioni e 2 mila i dializzati.

    Abitudini alimentari che aumentano il rischio

    Come in tantissime patologie anche per il diabete, la corretta alimentazione è alla base della vita di ogni persona. Seguire abitudini alimentari sane, consente di abbassare sensibilmente i rischi, prevenendo questa malattia. Il diabete è una patologia che, prima di essere curata, dovrebbe essere prevenuta, ed è per questo che uno stile di vita equilibrato rappresenta la strada giusta da seguire.

    Ci sono, però, tantissime persone che seguono un'alimentazione sbagliato, poco sana e piena di eccessi. Basta guardare i cibi scelti e poi ingeriti, per accorgersi che sono tutti o quasi ricchi di zuccheri e grassi saturi: il cosiddetto cibo spazzatura.

    Già dalla colazione, tantissime persone, commettono errori di valutazione, preferendo per esempio fermarsi al bar per un cappuccino e una brioche. Non bisogna demonizzare questa scelta, a patto che non diventi un'abitudine quotidiana, ma un qualcosa che viene fatto sporadicamente. Non sarà certo una brioche ogni tanto a far venire il diabete.

    Il continuo utilizzo di cibi ad alto contenuto di zuccheri, invece, rappresenta un danno per l'organismo e spalanca le porte verso questa malattia. Alla luce di tutto questo, possiamo affermare che non esiste una dieta per chi è affetto da diabete, ma delle linee guida che consentano di poter mangiare in maniera sana, evitando alcuni cibi dannosi per l'organismo.

    Un’alimentazione equilibrata, consente il raggiungimento o il mantenimento del giusto peso corporeo, migliorando i livelli glicemici e quindi contribuendo a prevenire qualsiasi tipo di complicazione che può essere legata a questa malattia. Bisogna quindi avere un'alimentazione varia, che consenta di mangiare tutto, ma sempre nella giusta quantità.

    Attività fisica: perché bisogna farla

    Come per l'alimentazione, anche l'attività fisica diventa essenziale nelle persone affette da diabete. L'esercizio fisico, soprattutto quello aerobico, rappresenta un aspetto da prevedere nel trattamento del diabete. Almeno mezz'ora di camminata al giorno, o qualsiasi altro tipo di esercizio fisico, diventano essenziali non solo per aiutare ad eliminare lo stress, ma anche per regalare benefici al metabolismo. Fare sport, quindi, migliora la sensibilità all'insulina, riduce i livelli di Ldl, il famoso colesterolo cattivo, favorendo quello buono (Hdl), riduce i livelli di trigliceridi e previene le malattie cardiovascolari, controllando anche la pressione arteriosa.

    E' possibile mangiare comunque il pane, la pasta e la pizza?
    Una soluzione c'è

    Per noi italiani sacrificare alimenti come il pane, la pasta e la pizza è spesso veramente un dramma, anche se sappiamo che dovremmo farlo, a volte si sgarra, oppure cerchiamo alternative più sane, ma non è la stessa cosa. Il grano ha il gusto a cui siamo abituati da piccoli ed è quella che rende meglio in cucina, ma purtroppo quella che ha anche un indice glicemico proibitivo, troppo alto, e alza la glicemia alle stelle, anche con le più piccole porzioni.

    Per fortuna una soluzione definitiva a questo problema è arrivata con il grano germogliato Conspersa, ovvero una farina di grano speciale che NON alza la glicemia, in quanto ha l'indice glicemico dei legumi, quindi bassissimo. Con questa farina puoi prepararti il pane e mangiarne anche mezzo chilo e la glicemia rimane inalterata, come se avessi mangiato un piatto di fagiolini! Puoi preparti anche l'impasto per farti la pizza, e in futuro usciranno la pasta e biscotti fatti con questa farina.

  • Smoothie con Bacche di Goji: Bevanda Speciale per la Salute

     

    Hai bisogno di più vitalità ed energia? Le bacche di Goji sono quello che ci vuole per ricaricarti di energia! Le bacche di Goji sono ricche di vitamina A, proteine, ferro e calcio.

    Le bacche di Goji (Lycium barbarum) sono un “superfood”, che contiene un'ampia gamma di fitonutrienti, vitamine e oligoelementi. Queste piccole, ma potenti bacche, possono aiutare ad aumentare i livelli di energia, a migliorare le prestazioni atletiche, la capacità di concentrazione, la qualità del sonno e possono ridurre l’affaticamento e lo stress (1).

    A basso contenuto di calorie, senza grassi, buona fonte di fibre e con proprietà antiossidanti, la bacca di Goji procura diversi benefici all'organismo, come maggiore capacità di combattere le malattie, gestione efficace del peso e migliore digestione. 

    Nella medicina tradizionale cinese, le bacche di Goji vengono impiegate per trattare varie malattie e problematiche, tra cui visione offuscata, dolore addominale, infertilità, tosse secca, affaticamento, vertigini e mal di testa (2). 

    Le bacche di Goji sono molto conosciute in Cina: alcune leggende narrano che esse sono state mangiate per la prima volta migliaia di anni fa dai monaci, sulle montagne dell'Himalaya, per favorire la meditazione e ottenere maggiore salute, vitalità, longevità, energia e resistenza.  

    Le bacche di Goji sono deliziose, da consumare da sole, in insalate, macedonie di frutta, tisane e tè, ma sono ideali anche per preparare frullati e smoothie! Questi possono essere dei sostitutivi del pasto, poiché ricchi di proteine ​​che alimenteranno il corpo per ore.

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  • 20 Sintomi di un Fegato Sofferente

     

    Uno dei principali strumenti con cui il corpo si libera dalle tossine è il fegato. La salute e il benessere di ognuno di noi dipendono dalla capacità del corpo di liberarsi e purificarsi dalle tossine.

    Nel mondo in cui viviamo, veniamo costantemente esposti a tossine ambientali, mangiamo alimenti trasformati e usiamo molti prodotti tossici per la cura del corpo, per cui la maggior parte di noi ha grande necessità di una pulizia del fegato.

    Questo organo vitale lavora alacremente per filtrare le tossine e i rifiuti del corpo, oltre a svolgere centinaia di altre funzioni. L'azione primaria del fegato è quella di convertire le tossine in un rifiuto sicuro, per essere espulso dal corpo attraverso le urine e le feci. 

    Il fegato ha più di 400 funzioni: oltre alla digestione dei grassi, regola la composizione del sangue per bilanciare proteine, grassi e zuccheri, immagazzina vitamine e minerali essenziali come il ferro, trasforma i nutrienti che sono stati assorbiti negli intestini e smaltisce droghe e alcol. 

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  • Come Aumentare l'Acido Cloridrico e Ridurre l'Infiammazione Intestinale con il Sedano

     

    Sai che consumare il succo di sedano puro alla mattina a digiuno è un portento per la salute?

    Il sedano è un meraviglioso ortaggio, ricco di vitamine e minerali, e ha varie proprietà medicinali (antiossidanti, antibatteriche, antinfiammatorie) (1).

    Secondo alcune ricerche il consumo regolare di sedano può apportare diversi benefici alla salute: rafforza il sistema digestivo, purifica il flusso sanguigno, previene le malattie cardiache, regola la pressione sanguigna e il colesterolo, aiuta chi soffre di dolori articolari, come l’artrite, è benefico per la salute di ossa e fegato e favorisce la perdita di peso.

    I ricercatori ritengono che il sedano sostenga la salute dello stomaco, del colon e dell'intestino grazie ai suoi componenti. Infatti il sedano contiene molta vitamina C, beta carotene e flavonoidi, ma ci sono almeno 12 ulteriori tipi di nutrienti trovati in un singolo gambo, come la vitamina B6, la vitamina K, il folato e il potassio.

    Il sedano è ricchissimo di fitonutrienti, che hanno dimostrato di ridurre i casi di infiammazione nel tratto digestivo, nelle cellule, nei vasi sanguigni e negli organi. E non è tutto, il sedano è una grande fonte di importanti antiossidanti (2). Gli antiossidanti proteggono dal danno ossidativo le cellule, i vasi sanguigni e gli organi.

    Essendo il sedano un ottimo antinfiammatorio (3) (4), aiuta a regolare la pressione sanguigna e i livelli di colesterolo, oltre a prevenire le malattie cardiache.

    Il sedano fornisce anche fibre alimentari, importanti per una migliore digestione e per la perdita di peso (5). Contiene un’alta percentuale di acqua ed elettroliti, che può prevenire la disidratazione; risulta ottimo per le ghiandole surrenali e per diminuire lo stress.

    Inoltre aiuta a bilanciare lo zucchero nel sangue, importante per l'equilibrio ormonale. I composti in esso contenuti agiscono come diuretico e aiutano a ridurre il gonfiore.

    Il sedano è un alimento alcalino, quindi può favorire l’eliminazione delle tossine dal corpo, attraverso ossigenazione cellulare e aiuta a purificare il flusso sanguigno. Una dieta alcalina inoltre favorisce la salute delle ossa, riduce la perdita muscolare e limita malattie croniche come l'ipertensione (6).

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  • Come gli Aminoacidi Aiutano a Migliorare la Salute

     

    Gli integratori di aminoacidi sono spesso associati ai bodybuilders, ovvero, atleti che praticano ginnastica con l’obiettivo di accrescimento muscolare. Dopo tutto, il muscolo è costituito da proteine ​​e gli aminoacidi aiutano a costruire i muscoli, non solo nei giovani.

    Ma i singoli amminoacidi servono anche ad una varietà di funzioni che promuovono la salute nel corpo. Ad esempio, possono influenzare l'umore, ridurre lo stress e aumentare l'immunità.

    La ricerca (1) indica che gli aminoacidi aiutano anche gli anziani ad aumentare i muscoli e ridurre il rischio di sarcopenia (perdita di massa muscolare legata all'età), che porta a debolezza muscolare, mobilità limitata e maggiore suscettibilità alle lesioni.

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  • Come lo Zucchero Uccide il Desiderio Sessuale

     

    Il fatto che lo zucchero non faccia bene alla salute, soprattutto se si tratta di zucchero bianco raffinato, è ormai risaputo da tutti noi.

    Probabilmente sai che lo zucchero è una delle principali fonti di molti problemi di salute, tanto è che c’è stata una campagna, sostenuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per tassare lo zucchero, così come il tabacco e altre sostanze pericolose (1).

    Il problema è che spesso risulta difficile liberarsi da questo onnipresente ingrediente. Lo zucchero, essendo una materia prima a buon mercato e per il gusto gradito dal pubblico, è presente in moltissimi prodotti alimentari industriali.

    Esistono molti nomi con cui lo zucchero viene nominato sulle confezioni: saccarosio, fruttosio, glucosio, destrina, destrosio, agave, maltodestrine e molti altri. Quindi sono necessarie molta attenzione e consapevolezza nella scelta degli alimenti.

    Gli effetti dello zucchero sulla salute sono devastanti: il consumo di zucchero aumenta il rischio di obesità, diabete e malattie cardiache. Interferisce con le difese immunitarie dell’organismo, accelera l’invecchiamento, provoca carie e malattie al cavo orale, come gengivite, aumenta lo stress, influenza il comportamento dei bambini e porta carenze di vitamine.

    Questi sono solo alcuni dei danni per la salute.

    I nostri corpi e cervelli hanno bisogno di glucosio come carburante - quindi abbiamo bisogno di zucchero, ma non tanto quanto probabilmente siamo abituati a mangiare. Ci vuole un notevole sforzo per evitare di consumare troppi zuccheri e per tenere sotto controllo la glicemia.

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  • Disidratazione Cronica ed Effetti sulla Salute

    L'acqua è un liquido fondamentale per la vita, necessaria al corpo per l'assorbimento di sostanze nutritive, per l'eliminazione delle tossine e per svolgere vari processi chimici nel corpo, è quindi indispensabile per la vita e per la nostra salute.

    Nonostante l’acqua sia così fondamentale per la nostra sopravvivenza, la maggior parte delle persone non consuma una quantità sufficiente. Molti credono che la disidratazione accada solo ai viaggiatori nel deserto quando esauriscono l'acqua.

    Con il tempo l’abitudine a non bere acqua a sufficienza crea una forma cronica di disidratazione che porta ad una serie di problemi di salute. È vero che il corpo ha la capacità di purificarsi, però la mancanza di acqua può complicare questo compito e, allo stesso tempo, aumenta i livelli di tossine.

    Di conseguenza aumenta il livello infiammatorio, aumenta il rischio di malattia cronica e si manifesta una serie di sintomi che influenzano la qualità della vita. La disidratazione cronica è oggi molto diffusa e colpisce tutti coloro che non bevono abbastanza acqua.

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  • 10 Motivi per cui l’Attività Fisica è Importante per la Salute

     

    Svolgere una regolare attività fisica favorisce uno stile di vita sano, con notevoli benefici sulla salute generale della persona. Questi benefici si hanno in persone di tutte le età, razze e di entrambi i sessi.

    Ad ogni età, una regolare attività fisica, anche moderata, contribuisce a migliorare la qualità della vita in quanto influisce positivamente sia sullo stato di salute (aiutando a prevenire e ad alleviare molte delle patologie croniche), sia sul grado di soddisfazione personale (contribuendo a sviluppare dei rapporti sociali e aiutando il benessere psichico).

    I benefici di un’attività fisica regolare sono innumerevoli: maggiore produzione di serotonina, maggiore produzione di endorfine, positiva influenza sul sistema immunitario, controllo di cortisolo e glicemia.

    Le persone inattive hanno maggiori probabilità di sviluppare malattie rispetto alle persone che sono fisicamente attive.

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