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FitoPlus

  • Le Possibili Carenze Nutrizionali della Dieta Vegetariana e Vegana

    dieta veganaNegli ultimi anni, abbiamo molto sentito parlare delle diete vegetariane e vegane. Ci hanno detto che carne, uova e grassi animali fanno male e che vivremo più a lungo e godremo di una salute superiore se ne diminuiremo il consumo o li eviteremo del tutto.

    In molti hanno scelto di passare a una dieta vegetariana o vegana, chi per motivi etici, preoccupandosi per il benessere degli animali, dell'ambiente, chi per preferenze personali, per problemi di salute o semplicemente per la convinzione che una dieta vegetariana o vegana sia più salutare.

    Ad ognuno la propria scelta, tuttavia l'opinione che molte persone hanno circa la maggiore salubrità, dal punto di vista nutrizionale, di una dieta vegana o vegetariana, è molto variegata.

    Questa idea è stata così profondamente impressa nelle nostre teste che poche persone la mettono in discussione. Infatti, se si chiedesse alla persona media se una dieta vegetariana o vegana sia più salutare di una dieta onnivora, probabilmente questa risponderebbe di sì.

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  • Candida Fuori Controllo? Evita questi Cibi come la Peste

     

    Negli ultimi anni è stato osservato un anomalo incremento dei casi di candidosi nel tratto gastrointestinale, urinario e respiratorio anche nelle persone sane. La candidosi è un'infezione da lievito. La Candida albicans è la principale responsabile delle infezioni in oltre la metà dei casi (1).  

    La Candida è un fungo molto comune nel corpo umano. Si trova in varie parti del corpo, spesso in aree come la bocca, la pelle, il tratto digestivo, le unghie dei piedi, il retto e la vagina.  È generalmente innocuo, ma una crescita eccessiva di questo fungo può causare infezioni (2) e procurare diversi fastidi. Continua a leggere

  • Epilessia: il Cannabidiolo (CBD) Potrebbe essere un'Opzione Naturale ?

     

    L'epilessia è una malattia importante che colpisce la funzione cerebrale ed è associata a disfunzione cognitiva e disturbo del comportamento, che possono influire sulla qualità della vita, specialmente durante il periodo di sviluppo (1).

    In particolare i bambini con meno di 3 anni possono essere maggiormente soggetti a crisi incontrollate, che più avanti nella vita possono portare a scarsa funzione cognitiva (2).

    L’epilessia è la quarta malattia neurologica più comune al mondo, sono 65 milioni di persone che soffrono di questo disturbo; colpisce persone di tutte le età e culture, in tutto il mondo (3). Le convulsioni, il segno distintivo dell'epilessia, si verificano quando c'è un improvviso cambiamento nel modo in cui le cellule cerebrali comunicano tra loro.

    Questi cambiamenti di comunicazione causano segnali anormali e cambiamenti temporanei nelle sensazioni, nei comportamenti, nel controllo motorio, nel movimento e nella coscienza. Continua a leggere

  • Perchè i Probiotici sono così Importanti per la Salute

     

    È ormai risaputo che la nostra salute è stremamene legata ai microbi che vivono in equilibrio nei nostri tessuti ed organi. Esiste un gruppo di batteri che ci protegge e che fa da intermediario tra l’ambiente esterno e l’interno dell’organismo, ovvero il microbiota intestinale.

    Il microbiota intestinale gioca un ruolo fondamentale per la nostra salute:basti pensare che il nostro intestino, da solo, contiene la stessa quantità di batteri presente nell’insieme di tutte le cellule del nostro corpo! Nonc'è da meravigliarsi se il microbiota intestinale è così importante per la salute (1).

    È dunque indispensabile fornire ai nostri batteri una corretta alimentazione, fonte principale di energia del microbiota intestinale, e probiotici di qualità.

    Esistono numerosi studi e ricerche che confermano i benefici dei probiotici. Essi sono batteri che rivestono il tratto digestivo e supportano la capacità del corpo di assorbire i nutrienti e dicombattere le infezioni.

     

    Cosa sono i Probiotici?

    I probiotici sono “micro-organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell'ospite”, secondo la FAO e l’OMS (2). I probiotici sono simili ai microrganismi benefici che si trovano nell'intestino umano ed aiutano il corpo a svolgere correttamente tutte le sue funzioni (3).

    Solo la pelle e il sistema digestivo ospitano circa 2000 diversi tipi di batteri. I benefici dei probiotici si sono dimostrati efficaci nel sostenere la funzione immunitaria, ridurre l'infiammazione, promuovere una sana digestione e mantenere una pelle bella, specialmente se combinati con prebiotici. (4)

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    Gli 8 Benefici dei Probiotici  

    Si possono trovare tantissime informazioni circa gli studi condotti sui probiotici. Moltissime ricerche si sono concentrate sui benefici dei probiotici su un gran numero di problemi e condizioni di salute. Di seguito si elencano solo alcuni dei principali vantaggi che queste sostanze offrono al nostro organismo, ma la lista dei benefici per la nostra salute sarebbe molto più lunga.

    1- Promuovono una Buona Salute Digestiva

    I ricercatori affermano che i probiotici sono utili nella prevenzione della malattia gastrointestinale, dunque possono essere una strategia molto efficace contro i disturbi da essa provocati. L'uso di integratori probiotici può aiutare a proteggere dalle malattie infiammatorie dell'intestino, tra cui la colite ulcerosa e il morbo di Crohn. (5)  Gli studi indicano che i probiotici sono efficaci contro varie forme di diarrea, tra cui diarrea associata agli antibiotici, diarrea acuta e diarrea del viaggiatore (6).

    Inoltre i probiotici possono aiutare a ridurre il dolore e la gravità dei sintomi dell’intestino irritabile (IBS) e aiutare nell'eradicazione di helicobacter pylori (7).

    2- Migliorano la Salute Mentale

    L’intestino viene chiamato secondo cervello: non a caso, infatti il nostro apparato digestivo è la seconda parte del nostro sistema neurologico. Si chiama sistema nervoso enterico e si trova appunto nell'intestino (8). L'intestino è responsabile della produzione del 95% della serotonina presente nel nostro corpo e può avere un impatto significativo sulla funzione cerebrale e sull'umore (9).

    Gli scienziati affermano che le varie interazioni dell'intestino-cervello sembrano influenzare la patogenesi di una serie di disturbi in cui è implicata un’infiammazione, disturbi dell'umore, disturbi dell’autismo, disordine da ipersensibilità da deficit di attenzione, sclerosi multipla e obesità (10).

    La ricerca ha indagato molto sull'importanza della connessione tra intestino e cervello e su come i probiotici influiscono sulla funzione cerebrale.I probiotici possono aiutare ad alleviare i sintomi dell'ansia, riducendo l'infiammazione lungo la connessione intestino-cervello (10). Inoltre i benefici dei probiotici sembrano includere una riduzione dei sintomi della depressione (11).

    Un risultato sorprendente sembra essere il modo in cui i probiotici possono influire su alcuni dei sintomi dell'autismo. L'autismo e la salute dell'intestino sono stati discussi molte volte, poiché i pazienti con questo disturbo soffrono tipicamente di un gran numero di problemi digestivi. Secondo la ricerca, sembra possibile che alterare la qualità dei batteri intestinali possa giovare non solo al sistema digestivo, ma anche ai comportamenti anomali nell'autismo (12). 

    3- Rafforzano le Difese Immunitarie e Riducono l'Infiammazione  

    Il nostro apparato digestivo è fondamentale per la nostra salute, perché in esso si trova il 70%-80% dell'intero sistema immunitario (13). La ricerca suggerisce che i probiotici potrebbero essere una terapia aggiuntiva o supplementare e potrebbero avere il potenziale per prevenire un ampio campo di malattie correlate all'immunità, a motivo del loro effetto anti-infiammatorio (14).

    Poiché l'infiammazione cronica è alla base di molte malattie e condizioni di salute, il fatto che i probiotici esercitino questo effetto sull'intestino, dove risiede l'80% del sistema immunitario, è cruciale.

    Leggi anche: 10 Segnali che il Sistema Immunitario è Debole

    4- Proteggono dalle Allergie Alimentari

    I ricercatori affermano che i bambini con scarse quantità di batteri intestinali hanno maggiori probabilità di sviluppare allergie nei primi due anni di vita (15). Dal momento che i probiotici hanno la capacità di ridurre l'infiammazione cronica nell'intestino e di regolare le risposte immunitarie, si deduce che possono anche aiutare a ridurre i sintomi di allergia alimentare (16). 

    5- Trattamento del Diabete

    Sono stati effettuati diversi studi che analizzano l’interazione dei probiotici con il glucosio nel sangue. Uno di questi studi ha confermato che l’assunzione di probiotici riduceva il rischio di sviluppare il diabete (17).   I probiotici portano benefici ai diabetici, migliorando la sensibilità all'insulina e diminuendo la risposta autoimmune riscontrata nel diabete (18).

    Inoltre la combinazione di probiotici con prebiotici può anche aiutare a gestire lo zucchero nel sangue, in particolare quando i livelli sono molto elevati (19).

    Leggi anche: Chi Rischia la Glicemia Alta e i 20 Alimenti Anti-Glicemici

    6- Combattono l’Artrite Reumatoide

    La scarsa salute intestinale è correlata a risposte autoimmuni, come quelle riscontrate nell'artrite reumatoide. I probiotici sono stati proposti come opzione terapeutica per questa condizione. È stata riscontrata una diminuzione dell'infiammazione dell’artrite reumatoide e della sua progressione (20).

    7- Diminuiscono la Pressione Sanguigna

    I probiotici aiutano a ridurre la pressione sanguigna, migliorando i livelli di colesterolo e dei trigliceridi, riducendo la resistenza all'insulina, regolando i livelli di renina (un enzima secreto dai reni per abbassare la pressione sanguigna) e attivando antiossidanti. Per questi motivi, i ricercatori li considerano preziose risorse nel trattamento della pressione alta (21). 

    8- Favoriscono la Salute della Pelle

    La ricerca suggerisce che avere un ambiente intestinale equilibrato procura benefici sia ad una pelle già sana che ad una malata (22). Gli integratori probiotici sono efficaci nella prevenzione della dermatite atopica pediatrica e dell'eczema infantile (23).  L'integrità dei batteri intestinali è anche collegata allo sviluppo dell'acne (24).  Infine, i probiotici possono ridurre l'infiammazione cutanea antigene (25). 

     

     

    Quando è il Momento Migliore per Assumere i Probiotici?

     

    Sembra una domanda banale, ma sono in molti a chiedersi quale sia il momento migliore per usufruire dell’efficacia dei probiotici.Anche in questo caso, sono stati condotti degli studi per capire quale sia il momento migliore per assumere i probiotici. Prima o dopo i pasti? Meglio a digiuno?

    Secondo gli esperti (26) i probiotici assunti 30 minuti prima di un pasto sono più efficaci, perché hanno più chance di sopravvivere. Al contrario, è stato rilevato che i probiotici non sopravvivono in quantità elevate se l’integratore viene assunto 30 minuti dopo un pasto.

     

     

     

    Riferimenti:

    • 1- https://journals.plos.org/plosbiology/article?id=10.1371/journal.pbio.1002533
    • 2- https://it.wikipedia.org/wiki/Probiotico
    • 3-https://nccih.nih.gov/health/probiotics
    • 4- https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0016508504001520
    • 5- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22529959
    • 6- https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1473309906704959
    • 7- https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/j.1365-2036.2006.03179.x
    • 8- https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-1-4939-0897-4_3
    • 9- https://www.apa.org/monitor/2012/09/gut-feeling.aspx
    • 10- https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0006322313004083
    • 11- https://www.mdpi.com/2072-6643/8/8/483/htm
    • 12- https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/bies.201400075
    • 13- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10564096
    • 14- https://link.springer.com/article/10.1186/s13167-015-0036-0
    • 15- https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0091674901961408
    • 16- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9042042
    • 17- https://bmcmedicine.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12916-014-0215-1
    • 18- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4078018/
    • 19- https://link.springer.com/article/10.1007/s00394-016-1300-3
    • 20- https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0899900713004395
    • 21- https://www.mdpi.com/1422-0067/10/9/3755/htm
    • 22- https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0094129811001313
    • 23- https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0091674907021720
    • 24- https://gutpathogens.biomedcentral.com/articles/10.1186/1757-4749-3-1
    • 25- https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/eji.200425139
    • 26-  Benef Microbes. 2011 Dec 1;2(4):295-303
  • I 7 Benefici per la Salute dei Peptidi di Collagene Idrolizzato

    Il collagene (o collageno) è la proteina più abbondante presente nel nostro corpo (1): costituisce tra il 25% e il ​​35% del contenuto proteico dell'intero corpo. È la componente principale del tessuto connettivo, si trova principalmente nei tessuti fibrosi come tendini, legamenti e pelle., quindi in alimenti come la pelle del pollo, del pesce, nel brodo di ossa. Quante volte mangi questi cibi ogni giorno?

    È una proteina vitale di cui il corpo ha bisogno per funzionare e purtroppo quasi tutti ne siamo carenti a causa dell'alimentazione moderna.

    Il collagene aiuta a mantenere l'integrità di molti tessuti attraverso le sue interazioni con le superfici cellulari: funge come una sorta di colla dell’organismo. Esso infatti mantiene la struttura e l'integrità della pelle, del tessuto muscolare, delle ossa e dei tendini, inviando segnali importanti alle cellule. Questi segnali sono essenziali per combattere l'infiammazione e riparare le cellule danneggiate. 

    Purtroppo la produzione di collagene declina naturalmente con l’avanzare dell’età. Anche lo stile di vita, come per esempio una dieta ricca di zuccheri, fumo e l’eccessiva esposizione al sole, possono contribuire a ridurre i livelli di collagene del nostro corpo.

    Leggi anche: Come lo Zucchero Uccide il Desiderio Sessuale

    Sintomi della Carenza di Collagene

    La carenza di collagene può essere legata ad una ridotta capacità digestiva che si verifica con l’avanzamento dell’età. Può verificarsi in concomitanza con varie situazioni quali gravidanza e attività sportiva. Alcuni sintomi di una carenza di collagene possono includere:

    • ♦ Caduta dei capelli
    • ♦ Invecchiamento precoce della pelle
    • ♦ Indebolimento dell’apparato osteoarticolare
    • ♦ Fragilità delle unghie

    In caso di carenza della proteina, potrebbe essere necessario prendere in considerazione l’assunzione di un integratore alimentare per soddisfare le esigenze del corpo. 

    Di seguito alcuni dei benefici principali del collagene sul il nostro corpo.

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    Benefici del Collagene per la Salute

    Riduzione dei Dolori Articolari

     

    Un recente studio ha scoperto che il collagene è un rimedio efficace per il trattamento dell'osteoartrite e di altri dolori e disturbi articolari (2).

    In un’altra ricerca, è stato possibile dimostrare il suo effetto positivo in soggetti affetti da artrite reumatoide: il collagene, diminuendo il gonfiore delle articolazioni dei pazienti, ha portato loro sollievo dai sintomi dolorosi (3). 

    Questa proteina rende fluido il movimento delle articolazioni, riducendo così il dolore associato all'invecchiamento ed anche il rischio di deterioramento delle articolazioni (4, 5).

    Si è rivelato che le persone con dolori articolari osteoartritici, se trattate con collagene mostrano miglioramenti significativi nelle attività quotidiane, come salire le scale, dormire e un miglioramento generale nella loro qualità di vita (6).

    Riduzione del Dolore della Schiena

    Sono molte le ricerche che confermano che gli individui che soffrono di mal di schiena possono trovare sollievo assumendo il collagene (7). In particolare, è stato svolto uno studio in cui i partecipanti, tutti ultracinquantenni, avevano dolore alla parte superiore o inferiore della schiena. Dopo aver assunto collagene ogni giorno, oltre il 20% dei pazienti ha riscontrato un miglioramento significativo alla schiena.

    Ripristino della Corretta Funzione Intestinale

    Il collagene può essere molto utile per ridurre i sintomi dei disturbi gastrointestinali, compresa la sindrome dell'intestino tenue, IBS, il reflusso acido, il morbo di Crohn e la colite ulcerosa, poiché gli amminoacidi che lo costituiscono formano il tessuto che riveste il colon e il tratto gastrointestinale. Assumere collagene porta un grande beneficio, perché aiuta a formare il tessuto connettivo, cioè "sigilla e risana" il rivestimento protettivo del tratto gastrointestinale.

    Gli studi hanno rilevato che nelle persone affette da malattia infiammatoria intestinale, le concentrazioni sieriche di collagene erano diminuite (8,9). 

    Anche se non si soffre di particolari disturbi, il collagene può essere un eccellente integratore da assumere per la salute generale dell'intestino, perché aiuta con l'assorbimento dell'acqua al suo interno, contribuendo a mantenere un regolare movimento intestinale.

    Prevenzione delle Malattie Cardiache

    Il collagene può aiutare a ridurre il colesterolo e prevenire le malattie cardiache.

    Gli amminoacidi contenuti nel collagene (prolina e arginina) contribuiscono a liberare l'accumulo di grasso nel sangue, riducendo così al minimo l'accumulo di grasso nelle pareti delle arterie. Un accumulo di placca è ciò che intasa le arterie, impedendo al sangue di fluire verso altri organi. Il collagene può aiutare a prevenire questo accumulo nei vasi sanguigni, proteggendo da infarto e ictus (10).

    Contribuisce anche a controllare la pressione sanguigna, poiché favorisce la produzione di ossido nitrico, che consente una migliore vasodilatazione, quindi una migliore circolazione.

    Durante uno studio, nei partecipanti si è verificata una significativa riduzione del colesterolo. Ad essi era stato somministrato del collagene due volte al giorno per sei mesi: ciò ha aiutato a prevenire l'accumulo di placca nelle loro arterie (11).

    Miglioramento della Salute del Fegato

    È stato persino scoperto che la glicina contenuta nel collagene può aiutare a ridurre il danno epatico indotto dall'alcol e altre forme di danno epatico acuto o cronico (12). Questo è possibile perché la glicina aiuta a minimizzare i danni causati al fegato quando questo assorbe sostanze estranee, tossine o alcol che non dovrebbero attraversarlo. 

    Il collagene è estremamente utile per disintossicare il corpo dalle sostanze nocive, migliorare il flusso del sangue e mantenere il cuore giovane.

    Miglioramento dell'Elasticità della Pelle  

     

    Secondo la ricerca, l’assunzione di collagene può aiutare a rassodare la pelle, aumentarne la levigatezza e favorirne il rinnovo e la riparazione delle cellule (13). Il collagene riduce anche la cellulite e le smagliature, provocate da una perdita di elasticità dovuta proprio dalla diminuzione del collagene.

    Un altro studio ha rilevato che l’assunzione del  collagene ha migliorato i livelli di idratazione della pelle in sole otto settimane (14).

    Rafforzamento di Capelli e Unghie

    Una carenza di collagene può causare unghie che si spaccano facilmente, e capelli deboli. La proteina del collagene è l'elemento costitutivo delle unghie, dei capelli e dei denti. 

    L'aggiunta di collagene nella dieta può aiutare a mantenere le unghie forti e a diminuire la perdita dei capelli. Uno studio ha rilevato che esiste una relazione essenziale tra la matrice extracellulare e la rigenerazione del follicolo pilifero, suggerendo che il collagene potrebbe essere un potenziale rimedio per la perdita di capelli e altre malattie correlate alla pelle. (15)

    Scegliere Peptidi di Collagene Idrolizzato

    Quando si sceglie un integratore alimentari di collagene, è importante sceglierne uno con peptidi di collagene perchè viene assorbito molto meglio in quanto passa la barriera intestinale, con almeno il 90% di proteine, e uno ricavato da animali allevati al pascolo libero (per almeno 11 mesi l'anno) per evitare i danni provocati dagli antibiotici, dai pesticidi, dagli ormoni della crescita e dallo stress cui sono sottoposti gli animali chiusi in posti ristretti.

    Essi non dovrebbero nemmeno essere stati foraggiati con grano (fonte di glutine) e mais (fonte di lectine). Tutto ciò garantisce un'altissima qualità del prodotto.

    Noi della Fitoplus consigliamo i peptidi di collagene anche a chi vuole perdere peso, perchè riduce la sensazione di fame e rassoda la pelle quanto fisiologicamente possibile per coloro che perdono molti kg in poco tempo, ma anchi chi da obeso raggiunge col tempo un peso normale.

    Leggi anche: Dieta senza Lectine: Gli Alimenti da Evitare

     

    Riferimenti:

    1. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11704682
    2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17076983
    3. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8378772
    4. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18416885
    5. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22500661
    6. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2764342/
    7. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22500661
    8. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14600124
    9. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14600124
    10. https://www.nhlbi.nih.gov/health-topics/atherosclerosis
    11. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5429168/
    12. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22913202
    13. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23949208
    14. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26362110
    15. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25989472
  • Chi Rischia la Glicemia Alta e i 20 Alimenti Anti-Glicemici

     

    Il diabete è una malattia che colpisce tantissime persone nel mondo e si divide in: diabete di tipo 2 (1) e di tipo 1. Quando parliamo di diabete di tipo 2 ci riferiamo a quello non insulino dipendente, e che rappresenta la forma più frequente in assoluto, con ben il 95% dei casi registrati.

    Questa forma di diabete colpisce in particolare le persone di mezza età, quasi sempre in sovrappeso o peggio ancora obesi. Il diabete di tipo 1 (2), quello insulino dipendente, è decisamente molto raro (circa il 5% dei casi registrati) e colpisce in prevalenza bambini piccoli e adolescenti.

     

    Soggetti a rischio di glicemia alta

    In precedenza abbiamo accennato ai soggetti che sono a rischio diabete, ma adesso vogliamo andare nello specifico per comprendere meglio quali comportamenti sono da definirsi a rischio. Senza dubbio i soggetti a rischio diabete sono quelli che presentano:

    - Familiarità di 1° grado

    - Sovrappeso o obesità

    - Ipertensione arteriosa

    - Livello elevato di colesterolo e/o dei trigliceridi nel sangue

    - Iperuricemia

    - Aterosclerosi precoce

    - Lievi aumenti della glicemia in progressione nel tempo (tra 110 e 125 mg/dl)

    - Donne con pregresso diabete in gravidanza

    - Donne che hanno partorito figli di peso superiore a 4 Kg

    - Apnea notturna (molto più comune di quello che si pensa)

    - Consumano quotidianamente dolci e carboidrati ad alto indice glicemico

     

    E' importante che tutti i soggetti, che non presentano nessun fattore di rischio di quelli precedentemente elencati, a partire dai 40 anni, effettuino ogni tre anni un dosaggio della glicemia a digiuno e post-prandiale, ovvero 2 ore dopo aver effettuato il pranzo. Queste analisi, poi, saranno valutate dal proprio medico che deciderà se è necessario approfondire la cosa, con altri controlli specifici che possano dare una valutazione complessiva della situazione.

     

    L'indice glicemico

    L’indice glicemico (3) non è altro che la capacità dei carboidrati contenuti nei cibi di alzare la glicemia dopo un pasto, rispetto a quello che è lo standard di riferimento, ovvero il glucosio puro. Per questo motivo è opportuno che l'indice glicemico dei cibi debba essere sempre medio basso.

    E' quindi opportuno scegliere sempre prodotti integrali fatti con farine poco raffinate, anche se a dire il vero, anche queste purtroppo tendono ad essere inadeguate, difficili da usare in cucina o hanno un gusto che non piace. Questa scelta consentirà di evitare picchi glicemici che rallentano il metabolismo, aumentano la possibilità di sovrappeso e sono deleteri per il pancreas.

     

    I cibi che tengono sotto controllo la glicemia

    In natura troviamo tantissimi cibi che ci consentono di tenere sotto controllo la glicemia, e dunque ci danno la possibilità di alimentarci (4) in modo sano, gustoso e senza correre rischi per la nostra salute. Salmone, yogurt greco, legumi, carni bianche, olio d'oliva, curcuma, tè, cannella, zucca, arancia, verdure crude o cotte, cereali integrali, ricotta, uova, avocado, pomodoro, limone, lime e latte di cocco.

    Salmone: E' uno dei pesci grassi per eccellenza, che fornisce un quantitativo importante di Omega 3 (5), che contribuiscono alla prevenzione delle malattie cardiocircolatorie e del diabete.

    Yogurt greco: E' ricco di fermenti lattici che producono acido acetico e propionico. Questi arrivano direttamente al fegato, regolando la produzione di colesterolo e di glucosio.

    Legumi: Hanno la proprietà di prevenire i picchi glicemici, combattono la fame nervosa e controllano colesterolo e trigliceridi.

    Carni bianche: Povere di grassi, sono ricche di proteine che consentono di controllare i livelli di glicemia nel sangue.

    Olio d’oliva: Indicato perché ricco di fenolici, che consentono di ridurre l'attività infiammatoria dei geni che sono coinvolti nello sviluppo del diabete di tipo 2. L'olio d'oliva (6), poi, è consigliato anche per coloro che presentano patologie cardiovascolari e metaboliche.

    Curcuma: Il principio attivo della curcumina consente di tenere sotto controllo il diabete di tipo 2, come testimoniano numerosi studi effettuati.

    : Consente di ridurre i livelli di zucchero nel sangue, oltre al colesterolo e ai trigliceridi.

    Cannella: Questa spezia (7) ha delle proprietà uniche e tra queste, quella di riuscire a rendere efficiente l'insulina prodotta dal corpo. Nei soggetti a rischio, anziani e persone in sovrappeso, riesce a prevenire il diabete di tipo 2.

    Zucca: Stando ai diversi studi effettuati negli ultimi anni, la zucca ha il potere di riparare le cellule del pancreas che sono state danneggiate dal diabete

    Arancia: Questo agrume ha nella sua buccia delle proprietà importantissime. Infatti, la fibra che è presente sotto la buccia nella parte bianca, consente di regolare l'assorbimento degli zuccheri e dei grassi nel sangue, oltre a prevenire stipsi, diabete e arteriosclerosi.

    Verdure crude o cotte: Ottime da inserire nell'alimentazione quotidiana, sia cotte che crude, visto il basso contenuto di zuccheri. Melanzane, zucchine, cavoletti di Bruxelles, cipolle, funghi, insalata, spinaci e bietole, consentono di tenere sotto controllo la glicemia.

    Cereali integrali: teoricamente ottimi per migliorare l'equilibrio della glicemia nel sangue e per favorire la perdita di peso. Pane, pasta integrali (8) potrebbero essere i migliori alleati per coloro che soffrono di diabete, ma dovrebbero avere un indice glicemico sotto 30, il che diventa complicato.

    Ricotta e uova: Le proteine rappresentano un elemento importante nell'alimentazione delle persone diabetiche. Come detto per le carni bianche, anche per la ricotta e le uova il discorso è lo stesso, e consentono di controllare i livelli di glicemia nel sangue.

    Avocado: L'avocado è un frutto che presenta un elevato contenuto di grassi monoinsaturi. Questi consentono di migliorare la tolleranza al glucosio e di ridurre l'insulino resistenza. Sia la polpa che l'olio dell'avocado (9) presentano beta-sitosterolo, che aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo e combatte la formazione di acidi.

    Pomodoro: Ha la proprietà di poter normalizzare i livelli di glucosio nel sangue. Il pomodoro presenta al suo interno un ridotto contenuto di zuccheri, e al tempo stesso ha un rapido effetto alcalinizzante. È ricco di licopene, un antiossidante che combatte l’accumulo di radicali liberi che contribuiscono a ridurre i livelli di acido urico e acido solforico, derivanti dal metabolismo della carne. Per ottenere questo effetto riequilibrante va consumato fresco, con un filo d’olio, o appena scottato, sotto forma di sugo.

    Limone e lime: Sono due frutti deputartivi e alcalinizzanti. Il limone (10) una volta assimilato dal nostro organismo ha un effetto alcalinizzante immediato, mentre il lime contiene ioni di potassio e di sodio, che si trasformano nel corso dei processi metabolici, in bicarbonato, alcalinizzando sangue e tessuti.

    Latte di cocco: Non dolcificato e prodotto da agricoltura biologica, è un’ottima fonte di grassi buoni, fibre, proteine e sali minerali che aiutano ad abbassare la glicemia e a ridurre il colesterolo nel sangue. Il latte di cocco, inoltre, è totalmente privo di lattosio, ed è particolarmente adatto a chi è intollerante.

     

    Adoro i Carboidrati, Cosa Posso Fare per Mangiarli lo stesso?

    Per noi italiani sacrificare alimenti come il pane, la pasta e la pizza è spesso veramente un dramma, anche se sappiamo che dovremmo farlo, a volte si sgarra, oppure cerchiamo alternative più sane, ma non è la stessa cosa. Il grano ha il gusto a cui siamo abituati da piccoli ed è quella che rende meglio in cucina, ma purtroppo quella che ha anche un indice glicemico proibitivo, troppo alto, e alza la glicemia alle stelle, anche con le più piccole porzioni.

    Per fortuna una soluzione definitiva a questo problema è arrivato con il grano germogliato Conspersa, ovvero una farina di grano speciale che NON alza la glicemia, in quanto ha l'indice glicemico dei legumi, quindi bassissimo. Con questa farina puoi prepararti il pane e mangiarne anche mezzo chilo e la glicemia rimane inalterata, come se avessi mangiato un piatto di fagiolini! Puoi preparti anche l'impasto per farti la pizza, e in futuro usciranno la pasta e biscotti fatti con questa farina.

     

    1 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5497032/

    2 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4234227/

    3 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6213615/

    4 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4025723/

    5 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4415737/

    6 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5436092/

    7 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5622575/

    8 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5609487/

    9 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4199475/

    10 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4085189/

  • Come Riconoscere se Soffri di Prediabete in Tempo

    Il prediabete rappresenta una condizione del corpo che presenta una glicemia alterata nel sangue quando si è a digiuno, con valori che superano i 110, ma sono inferiori a 126 mg/dl. Per poter confermare la diagnosi bisogna effettuare l'IGT test, quello per l'intolleranza al glucosio orale, che consentirà di poter evidenziare valori alterati compresi tra 140 e 190 mg/dl. Se il test evidenzia valori superiori, allora siamo in presenza di diabete di tipo 2 o diabete mellito.

    Una persona che presenta una condizione di prediabete, che il più delle volte è asintomatica, non necessariamente svilupperà il diabete, ma occorre fare molta attenzione alla dieta.

    Cause del Prediabete

    L'American Diabetes Association classifica, chiunque abbia a digiuno zucchero nel sangue tra 100-126 mg/dl o l'equivalente di HbA1c tra il 5,7-6,4%, come affetto da prediabete. Mentre le cause esatte del prediabete sono ancora sconosciute, la storia familiare e la genetica, sembrano avere un ruolo importante nel suo sviluppo della malattia.

    Uno stile di vita sedentario e stressante (1), scelte alimentari sbagliate, oltre all'obesità (2), sembrano essere tra i fattori scatenanti. Gli zuccheri elevati nel sangue temporaneamente, sono un fenomeno normale nel corpo umano. La glicemia aumenta di solito dopo aver mangiato un pasto, ma il normale metabolismo del glucosio assicura che questo eccesso sia controllato e riequilibrato. Il pancreas, infatti, rilascia insulina per rispondere proprio a questo alto livello di glucosio nel sangue, aiutando il movimento dello zucchero verso l'interno delle cellule, che lo utilizzano come combustibile per le varie attività cellulari.

    Oltre a questo, il glucosio viene immagazzinato nel fegato prima, e una volta che è pieno, viene immagazzinato nelle cellule adipose del corpo. I problemi nascono quando i livelli di glucosio rimangono elevati per un lungo periodo. Questo di solito accade quando il pancreas non è in grado di produrre una quantità sufficiente di insulina o le cellule diventano resistenti all'azione dell'insulina, e non rispondono nel modo in cui dovrebbero normalmente. Il prediabete inizia con l'alterazione del metabolismo del glucosio, e come detto in precedenza, porta ad elevati livelli di glucosio nel sangue.

    Fattori di rischio nel prediabete

    Il prediabete è una condizione che precede il diabete di tipo 2. Prediabete e diabete di tipo 2, presentano gli stessi fattori che aumentano il rischio.

    • Sovrappeso: più tessuto adiposo si ha, soprattutto all'interno dei muscoli e intorno all'addome, più le cellule sono resistenti all'azione dell'insulina.
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    • Abitudini alimentari errate: l'elevato consumo di carboidrati raffinati, cibi ricchi di zucchero e il consumo di carne rossa lavorata, è legato allo sviluppo del prediabete.
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    • Vita sedentaria: l'inattività è un noto fattore di rischio per il prediabete. L'attività fisica, invece, aiuta a bruciare il glucosio e impedisce che si trasformi in grasso. Quindi, un'attività fisica regolare, aiuta a bruciare i grassi in eccesso, specialmente se combinata con una corretta alimentazione.
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    • Età: mentre la condizione di prediabete può svilupparsi a qualsiasi età, la maggior parte dei casi si manifesta dopo i 45 anni, quando le persone iniziano a perdere massa muscolare, fanno meno esercizio fisico, aumentano il peso corporeo e hanno meno controllo sulle loro abitudini alimentari.
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    • Sindrome dell'ovaio policistico (PCOS): questa sindrome (3), caratterizzata da problemi di fertilità, obesità e squilibrio ormonale nelle donne, è un fattore di rischio per l'insulino-resistenza, ed eventualmente per il prediabete.
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    • Disturbi del sonno: i disturbi del sonno come l'apnea notturna, sono un campanello d'allarme che evidenzia un maggior rischio di insulino-resistenza. Modelli di sonno irregolari e mancanza di riposo nelle ore notturne, possono mettere una persona a rischio prediabete.
      .
    • Familiarità: Se in famiglia si ha una persona, genitore o fratello con diabete di tipo 2, aumentano le possibilità di contrarre il prediabete e poi il diabete di tipo 2.
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    • Diabete gestazionale: le donne in gravidanza (4) presentano temporaneamente l'aumentato dei livelli di zucchero nel sangue. Se questi livelli sono più alti di quelli considerati "normali", allora la donna presenta il diabete gestazionale. Mentre questa condizione di solito si risolve da sola, sia il bambino che la madre, in seguito, possono presentare un alto rischio di sviluppare prediabete.
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    • L'aumento della pressione sanguigna, bassi livelli di HDL o colesterolo “buono” e alti livelli di trigliceridi nel sangue, poi, sono altre condizioni che aumentano il rischio di prediabete.

    I Sintomi del Prediabete

    Come abbiamo detto non ci sono sintomi particolari che possono farci capire di essere affetti da prediabete. Una cosa però è possibile notare nelle persone che presentano questa condizione: l'acantosi nigricans o acanthosis nigricans.

    Si tratta di una manifestazione cutanea che si caratterizza da zone iperpigmentate, delimitate male. Queste zone si presentano a livello delle piaghe cutanee, ovvero sul retro del collo, sotto le ascelle, sulle nocche, le ginocchia, i gomiti e nell'inguine. In questi punti la pelle si presenta ispessita e vellutata, con un colore che va dal brunastro al nero, facilmente riconoscibile perché diversa dalle zone circostanti. Questa cosa potrebbe rappresentare un segno di resistenza all'insulina e di prediabete.

    Altri sintomi di prediabete, che sono presenti anche quando si è affetti da diabete sono:

    • Senso di fatica inspiegabile (5)
    • Visione sfuocata
    • Aumento della sete
    • Minzione frequente
    • Periodi irregolari o dolorosi associati a malattia dell'ovaio policistico

    Test Consigliati per Identificare il Prediabete

    Esistono tre metodi di analisi del sangue raccomandati per identificare o diagnosticare il prediabete. Nello specifico si tratta di: A1C, glicemia a digiuno e 2 ore dopo 75 gr di glucosio orale (6). Si tratta degli stessi test attualmente raccomandati per identificare il diabete di tipo 2 non diagnosticato. Il test A1C (7), offre vantaggi per i pazienti, poiché non c'è bisogno di digiunare e per il laboratorio che effettua le analisi che può velocemente stabilire il risultato.

    Ecco esempi di risultati che confermano una diagnosi di prediabete:

    • A1C 5,7% -6,4%
    • Glucosio plasmatico a digiuno 100-125 mg / dL (glucosio a digiuno alterato)
    • 2 ore al giorno 75 gr di glucosio orale da 140-199 mg / dL (ridotta tolleranza al glucosio)

    Sebbene il futuro sviluppo del diabete di tipo 2 sia possibile quando i risultati degli esami del sangue sono al di sotto di questi intervalli, il rischio di progressione diventa più alto per le persone che riportano questi numeri.

    E' importante sottolineare che queste diverse opzioni di test non identificano sempre gli stessi pazienti. Ad esempio, alcuni individui possono mostrare un normale test della glicemia a digiuno. Se il sospetto di prediabete è elevato, ma il test di screening iniziale è normale, è opportuno considerare la ripetizione del test in un periodo di tempo più breve, o confermare il risultato “normale” con una delle altre due opzioni di test di screening.

    Indipendentemente dal metodo di screening utilizzato, identificare le persone affette da prediabete, prima che questo si trasformi in diabete di tipo 2, consente di agire, ad esempio, fornendo informazioni e risorse per la prevenzione. È importante, quindi, intervenire in questa fase per prevenire la progressione della malattia.

    Le persone dovrebbero essere informate sulla necessità di perdere peso, adottando uno stile di vita più equilibrato, con scelte alimentari sane e svolgendo un'attività fisica regolare, come consigliato dal programma di prevenzione del diabete promosso dal “National Institutes of Health”.

    Tra gli approcci alla malattia vi è anche quello farmaceutico attraverso la metformina, comunemente prescritta per il trattamento del diabete di tipo 2 ai pazienti di età inferiore a 60 anni con prediabete, più altri fattori di rischio come A1C> 6%, ipertensione, colesterolo HDL basso, trigliceridi elevati, obesità (BMI di 30 o maggiore), o familiarità di diabete in un parente di primo grado.

    Prediabete e Legame con l'Insulino Resistenza

    Le persone che soffrono di prediabete, evidenziano anche una condizione di insulino resistenza, ovvero una bassa sensibilità delle cellule all'azione dell'insulina. Questa cosa deve rappresentare un campanello d'allarme da non sottovalutare, se non si vuole evitare di far sfociare il tutto in diabete di tipo 2.

    L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas, che ha un ruolo principale per il metabolismo degli zuccheri nel sangue. L'insulino resistenza è quello stadio che si pone tra la normalità glicemica e il diabete. Una condizione, quindi, ancora non patologica, ma che rappresenta l'ultimo stadio prima della malattia. Ci sono valori precisi della glicemia, che stabiliscono come una persona sia insulino resistente. Tutte le persone affette da diabete di tipo 2 in precedenza hanno evidenziato insulino resistenza che, con il passare del tempo, ha poi portato ad una riduzione della produzione di insulina.

    Riuscire ad individuare e riconoscere in tempo la resistenza insulinica, consente di poter prevenire il diabete e capire il motivo del mancato dimagrimento, nonostante una corretta alimentazione.

    L'insulino resistenza è la causa principale della sindrome metabolica, che si verifica quando le cellule del corpo non rispondono, anzi si oppongono all'azione dell'insulina. Dunque, guai a non prendere in considerazione la condizione di insulino resistenza, perché se valutata in tempo, potrebbe evitare che uno stato di prediabete si trasformi poi in diabete di tipo 2.

    Per misurare l’insulino resistenza abbiamo a disposizione diversi metodi, alcuni diretti e altri indiretti, ma il sistema migliore in assoluto per misurare l’insulino resistenza è il Clamp euglicemico iperinsulinemico, perché va a misurare la quantità di glucosio necessaria per compensare un aumento del livello di insulina senza causare ipoglicemia.

     

    Avendo questi sintomi, posso mangiare il pane, la pasta e la pizza?
    Una soluzione c'è

    Per noi italiani sacrificare alimenti come il pane, la pasta e la pizza è spesso veramente un dramma, anche se sappiamo che dovremmo farlo, a volte si sgarra, oppure cerchiamo alternative più sane, ma non è la stessa cosa. Il grano ha il gusto a cui siamo abituati da piccoli ed è quella che rende meglio in cucina, ma purtroppo quella che ha anche un indice glicemico proibitivo, troppo alto, e alza la glicemia alle stelle, anche con le più piccole porzioni.

    Per fortuna una soluzione definitiva a questo problema è arrivata con il grano germogliato Conspersa, ovvero una farina di grano speciale che NON alza la glicemia, in quanto ha l'indice glicemico dei legumi, quindi bassissimo. Con questa farina puoi prepararti il pane e mangiarne anche mezzo chilo e la glicemia rimane inalterata, come se avessi mangiato un piatto di fagiolini! Puoi preparti anche l'impasto per farti la pizza, e in futuro usciranno la pasta e biscotti fatti con questa farina.

     

    1 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6025255/

    2- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/?term=prediabete+causes

    3- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5393155/

    4 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4404707/

    5 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5100935/

    6 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5100935/

    7 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4876771/

  • Dieta senza Lectine: Gli Alimenti da Evitare

     

    Lo sapevi che le lectine possono superare la barriera intestinale e depositarsi in altri organi? Un po’ preoccupante, ma è ciò che affermano gli studi (1,2).

    Circa il 30% del nostro cibo contiene lectine in quantità significativa, alcune delle quali possono resistere al processo digestivo ed entrare nella circolazione.

    A causa delle loro proprietà leganti, se assunte in eccesso, le lectine possono causare carenze nutrizionali, interrompere la digestione e causare gravi danni intestinali soprattutto in individui con enzimi disfunzionali. A questi effetti segue la compromissione dell'integrità della barriera intestinale: una volta che ciò accade, si apre la porta a varie autoimmunità (3).

    Leggi anche: Le Lectine Possono Causare Malattie?

     

    Cosa sono le Lectine

    Le lectine sono un gruppo di proteine ​​leganti i carboidrati presenti in natura, che agiscono come agglutinine; sono presenti nella maggior parte delle piante, in particolare nei semi e nei tuberi come cereali, patate e fagioli.

    Vengono anche definite antinutrienti, poiché possono ridurre la capacità del corpo di assorbire i nutrienti. Si ritiene che le lectine si siano evolute come difesa naturale delle piante: essenzialmente agiscono come una tossina che scoraggia gli animali dal mangiare le piante (4).  Esse si trovano in molti alimenti vegetali e animali.

    Se seguite una dieta alimentare completa e sana, ma avete problemi di peso e/o problemi di salute cronici, la causa potrebbe essere ricondotta alle lectine, colpevoli dei vostri disturbi: molte di esse sono proinfiammatorie, immunotossiche, neurotossiche e citotossiche (5,6).

    Ridurre il consumo di lectine dalla dieta potrebbe essere la chiave per ritrovare il benessere.

    Eliminare in modo drastico e definitivo le lectine dalla nostra dieta sarebbe  molto difficile, poiché la maggior parte degli alimenti più ricchi di vitamine, minerali, fibre e antiossidanti, nutrienti estremamente benefici per la nostra salute, contengono proprio lectine. Il consiglio è quello di ridurre e limitare il consumo di quegli alimenti che le contengono in maggiore concentrazione. 

    Non hai trovato la risposta al tuo problema in questo articolo?

    Non preoccuparti!

    Abbiamo preparato una speciale "Guida Olistica per la Salute" in formato PDF, nel quale potrai trovare la risposta a quasi tutti i problemi che potresti incontrare.

    Alimenti che Contengono Livelli Alti di Lectine 

    Alcuni alimenti dovrebbero essere completamente evitati in quanto hanno alti livelli di lectine. Essi includono:

    • ♦ mais;
    • ♦ proteine derivanti da animali nutriti con mais; 
    • ♦ arachidi, anacardi, fagioli rossi e soia (se non fermentata); 
    • ♦ latte e latticini della caseina A1, che è ricco di proteine ​​simili alle lectine che possono essere dannose.  

    Altre categorie alimentari ricche di lectine sono:  

    Legumi: noci, fagioli, piselli, lenticchie.

    Cereali: orzo, avena, riso (soprattutto quello integrale), farro, segale, grano saraceno, amaranto, quinoa, grano, ecc.  

    Solanacee: tutti i pomodori, patate (ma non le patate dolci), peperoni, melanzane, bacche di Goji.

    Leggi anche: Intolleranza alle Solanacee: Sintomi e Come Trattare Quando Fanno Male

    Cucurbitacee (7): anguria, melone, zucca, zucchine, cetriolo.

    Prodotti lattiero-caseari: in particolare quelli provenienti da animali alimentati con cereali.

     

    Dieta a Basso Contenuto di Lectine: gli Alimenti Ammessi

    Tutte le piante e i prodotti animali contengono qualche lectina. I vegetali che si possono mangiare senza restrizioni sono: gli asparagi, il finocchio, l'aglio, il sedano, l’insalata, i funghi, le alghe e le cipolle. 

    Altri alimenti che non dovrebbero comportare problemi in chi ha una intolleranza lieve: 

    • Patate dolci, yucca, carote
    • Verdure a foglia verde: spinaci, cavolo nero, cime di rapa
    • Verdure crocifere: broccoli, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles, ravanelli, rape
    • Olive e l’olio extravergine d'oliva, olio di cocco
    • Frutta: meglio sceglierla locale e di stagione. I frutti che contengono poca lectina sono: ciliegie, mele (senza la buccia), mirtilli, arance e limoni.

    È possibile consumare tutte le forme di proteine ​​animali, come quelle derivanti da pesce (non in scatola e non da allevamento), manzo, pollo e uova. La carne dovrebbe essere consumata con moderazione e la cosa ancora più importante è che gli animali siano stati allevati ad erba e non a mais, meglio se al pascolo, piuttosto che in un allevamento intensivo. 

    Sono ammessi i latticini caseina A2, come il latte di capra e il latte di bufala ed anche i grassi, come quelli contenuti in avocado, burro (ghee) e olio d'oliva.

    Dieta a Basso Contenuto di Lectine: Gli Alimenti da Evitare

     

    Se si ha intenzione di seguire una dieta di eliminazione per individuare quali alimenti si tollera e quali no, dovremmo seguire la cosìdetta dieta senza contenuto di lectine, che poi in verità ripetiamo, non è possibile eliminare al 100%, ma in questo caso drasticamente sì.
    Ecco gli alimenti che sono da evitare. 

    Proteine: carni da allevamento intensivo, insaccati (prosciutto, salame, pancetta, speck), salsicce stagionate, wurstel; pesce in scatola (sardine, tonno, salmone, ecc), aringa, salmone e altri pesci di allevamento, tonno fresco e acciughe; prodotti a base di pesce o molluschi trasformati (paste di pesce, pesce affumicato, essiccato o in salamoia, salsa di pesce).

    Legumi: fagiolini, fagioli rossi, fagioli neri, fagioli marroni, fagioli bianchi, soia, lenticchie, fave, piselli.

    Latticini: latte, yogurt, kefir, formaggi.

    Frutta secca a guscio e semi: noci, mandorle, anacardi, arachidi, pinoli, semi di lino, semi di chia, semi di girasole, semi di zucca, semi di sesamo.

    Frutta e verdura: pomodori, patate bianche, peperoncino, melanzane, bacche di Goji, maca, fragole, mele, pere, kiwi, banane, ananas, papaya, mango, uva, tutte le cucurbitacee come cocomeri, melone, zucca, zucchine, cetriolo.

    Altre sostanze: alcool, tè, caffeina, tutte le forme di zucchero, ad eccezione del miele crudo biologico (p.es. Manuka).

    Dieta di Eliminazione

    Per scoprire se si è intolleranti alla lectine occorre fare una dieta di eliminazione senza lectine (in verità con lectine drasticamente ridotte) per almeno 2 settimane. Visto che rimangono pochi gli alimenti da poter mangiare, facciamo una breve lista dei cibi consentiti, onde evitare confusione e per faciltare la comprensione della dieta:

    Carne:  possibilmente da pascolo libero. Prepare e bere il brodo di ossa ogni giorno.

    Pesce: tutti i pesci e frutti di mare, ma ovviamente più fresco possibile e selvatico.

    Verdure: cotte e crude tranne i legumi e le solanacee (elencate sopra).

    Frutta: frutti di bosco, bacche, limone.

    Condimento/grassi: olio di oliva extravergine, olio di cocco, ghee, avocado, aceto di sidro di mele (Braggs)

    NOTA: per evitare di avere fame e di esagerare con le proteine animali, prendere un cucchiaio di aceto di sidro di mele mattina e sera mescolato con l'acqua, perchè riduce l'appetito, e ai pasti aggiungere almeno 3 cucchiai di olio di oliva (i grassi saziano). Chi soffre di costipazione dovrebbe mangiare più verdure possibili e avocado.

    La cottura in pentola a pressione, può aiutare a ridurre i livelli di lectina nei cibi che la contengono. Anche l’ammollo, la fermentazione  e la germinazione dei chicchi possono contribuire a ridurre il contenuto di lectina.

    Per la gestione corretta della dieta di eliminazione, scaricate la Guida Olistica per la Salute, dove avete anche come opzione di scrivere ad un Naturopata esperto sull'argomento.

    Dieta senza Lectine e Altri Rimedi per Ripristinare il Benessere

    Con una dieta mirata e alcuni accorgimenti, come l’assunzione di collagene per ridurre l'infiammazione, integratori probiotici, per mantenere in equilibrio la flora batterica, l’assunzione di enzimi digestivi, per contribuire a migliorare la digestione degli alimenti e l’assunzione di integratori di super cibi contenenti polifenoli, si possono ridurre le concentrazioni di lectine nel corpo, disintossicarsi, riparare l'intestino, acquisire più energia e conquistare salute e forma fisica.

    Leggi anche: Pulizia del Colon quali Benefici per la Salute

    Leggi anche: Carenza di Enzimi Digestivi e Malassorbimento dei Nutrienti

    Leggi anche: Proteggi la Barriera Intestinale ed Evita la Disbiosi!

     

    Riferimenti:

    1. Pusztai A, Greer F, Grant G. Specific uptake of dietary lectins into the systemic circulation of rats. Biochem Soc Trans. 1989;17:481–482.
    2. Wang Q, Yu L-G, Campbell BJ, Milton J, Rhodes JM. Identification of intact peanut lectinin peripheral venous 
    3. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25599185
    4. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK22545/
    5. https://www.hindawi.com/journals/jdr/2017/6368780/
    6. Firestein et al., van den Bourne et al.
    7. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25692845
  • Quali Sono i Sintomi Iniziali del Diabete

     

    Il diabete è una malattia che evidenzia l'aumento nel sangue dei livelli di glucosio, dovuti ad un deficit della quantità di insulina, l'ormone prodotto dal pancreas, che regola la glicemia nel sangue. I sintomi iniziali del diabete, come detto in precedenza, si evidenziano quando la quantità di insulina è insufficiente o addirittura nulla.

    Tre tipi di diabete

    Si possono distinguere ben tre tipi di diabete:

    • Il diabete di tipo 1: Riguarda circa il 10% delle persone e in genere si manifesta durante l'infanzia o nella fase adolescenziale. I sintomi riconosciuti sono: alterazione della temperatura, stanchezza, debolezza muscolare e perdita di peso, che in assenza di insulina o in presenza di una carenza importante, costringono le cellule che non possono utilizzare il glucosio nel sangue come fonte di energia per le attività quotidiane, ad utilizzare le proteine e i grassi a deposito.
      Oltre a questo, i soggetti affetti da diabete presentano pelle secca e disidratata e manifestano un continuo bisogno di urinare, soprattutto durante la notte. Quando i livelli di glicemia sono molto alti vengono persi molti liquidi attraverso le urine. Da qui la cute e le mucose tendono a disidratarsi, l'organismo quindi avverte la sensazione di sete (polidpsia), e l'esigenza di reintegrare i liquidi. Tra gli altri sintomi che si manifestano quando è presente la malattia c'è sicuramente la vista offuscata, oppure una serie di infezioni, visto che le urine ricche di glucosio rappresentano un ottimo terreno di proliferazione per i microrganismi. Da qui infezioni alle vie urinarie (cistiti), difficoltà di guarire da ferite, crampi ai piedi e alle mani, chetoacidosi che si manifesta, in genere, con disidratazione, vomito e dolori addominali.
      .
    • Il diabete di tipo 2: Rappresenta la forma più comune di diabete, con circa il 90% dei casi registrati. E' senza dubbio il più insidioso perché silente, quindi, più difficile da riconoscere. I sintomi, spesso ignorati perché comuni a tantissime altre patologie, o semplicemente a stress e stanchezza, sono un malessere diffuso dovuto all'alto valore della glicemia nel sangue.
      E' possibile, poi, che si presenti anche un altro sintomo denominato obnubilamento del sensorio (il soggetto si presenta confuso e poco lucido). Questa forma è molto più frequente in questo tipo di diabete mellito (1) e può essere diagnosticato diversi anni dopo la sua insorgenza, quando le complicazioni sono già presenti, anche se in forma silente come detto in precedenza. Per questo motivo è opportuno effettuare un controllo regolare della glicemia, a qualsiasi età, perché consente di poter effettuare diagnosi precoci
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    • Il diabete di tipo 3: Si manifesta nelle donne in gravidanza (2). Si individua molto facilmente, attraverso un semplice prelievo di sangue e sparisce dopo il parto. Ultimamente la comunità scientifica sta iniziando a definire l'Alzeihmer come il diabete tipo 3 perchè si basa sulla insulino-resistenza ed è già presente il tipo 2.

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    Come fare una corretta diagnosi

    Dopo aver analizzato le tipologie di diabete, ora è opportuno capire come è possibile effettuare una corretta diagnosi. Per capire se il soggetto in questione è affetto da questa patologia, bisogna che si verifichi una delle seguenti condizioni.

    Quando si presenta un valore della glicemia, misurato in qualsiasi momento della giornata, superiore a 200 mg/dl.

    Quando a digiuno (mancata assunzione di cibo da almeno 8 ore) il valore della glicemia è superiore a 126 mg/dl.

    Quando la glicemia presente nel sangue è maggiore o uguale a 200mg/dl durante una curva da carico.

     

    I sintomi del diabete

    Come detto in precedenza, i sintomi del diabete possono essere difficili da riconoscere. I dati raccolti parlano di 1 persona adulta su 4 affetta da questa patologia. Il diabete di tipo 2 può portare problemi potenzialmente gravi, come la neuropatia, oppure problemi alla vista, aumento del rischio di malattie cardiache (3).

    • Sete intensa (polidipsia)
    • Minzione frequente o necessità di alzarsi di notte per urinare
    • Perdita di peso
    • Aumento dell’appetito (polifagia)
    • Disturbi della vista (difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti, visione sfuocata)
    • Difficoltà a guarire dalle piccole ferite, soprattutto agli arti inferiori
    • Senso di affaticamento inusuale

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    Aumento della sete e bocca secca

    La quantità elevata di zucchero nel sangue, aumenta la produzione di urina e la necessità di dover andare in bagno molto più spesso. Urinare di frequente fa perdere molti liquidi, e quindi disidrata il corpo. La conseguenza di tutto questo è senza dubbio una bocca secca e il forte senso di sete. Se capita, quindi, di bere più del solito, oppure ci si accorge di avere una bocca secca, allora bisogna prendere in considerazione l''ipotesi di effettuare un controllo, perché questi potrebbero essere segnali della malattia.

     

    Minzione frequente

    Quando nel sangue è presente una quantità eccessiva di glucosio, come nel caso delle persone affette da diabete, è possibile che si verifichi una maggiore produzione di urina e la necessità di andare frequentemente in bagno (4). Questa cosa può portare anche ad un maggior rischio di infezioni del tratto urinario (UTI) sia negli uomini che nelle donne. Dunque, nel caso si presenti la necessità di andare spesso in bagno, alzandosi ogni paio di ore durante la notte, allora è necessario fare ulteriori indagini mediche, per stabilire se questa anomalia possa essere attribuita al diabete.

     

    Il diabete può portare ad una perdita di peso imprevista

    La carenza o l'assenza di insulina nelle persone affette da diabete, costringe le cellule del corpo a non ricevere abbastanza glucosio, che viene utilizzato come fonte di energia per tutte le attività quotidiane. Per sopperire a questa mancanza, il corpo, utilizza fonti alternative come per esempio i grassi a deposito, oppure il tessuto muscolare, portando quindi ad una perdita di peso anomala (5).

     

    Sentirsi affamato spesso potrebbe anche essere un sintomo del diabete

    Le persone affette da diabete di tipo 2, presentano insulino-resistenza, e questo significa che il corpo non può utilizzare l'insulina correttamente per aiutare il glucosio a entrare nelle cellule. Nelle persone diabetiche, l'insulina non funziona bene, ed è per questo che il pancreas (l'organo che produce insulina) inizia a distribuirne molta di più per cercare di compensare. Questo si traduce in livelli alti di insulina nel corpo, che invia al cervello il segnale di fame (6).

     

    Disturbi della vista: difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti o visione sfuocata

    La lente dell'occhio è una membrana flessibile sospesa dai muscoli, che cambia la forma dell'obiettivo per focalizzare gli oggetti. In un ambiente ricco di zuccheri, come nel caso delle persone affette da diabete non controllato, la capacità di piegamento dell'obiettivo viene alterata. Sebbene l'obiettivo non sia danneggiato, i muscoli dell'occhio devono lavorare di più per mettere a fuoco. La visione offuscata (7), invece, si verifica quando vi sono rapidi cambiamenti nella glicemia - da bassa ad alta o alta a bassa – e i muscoli oculari non si sono ancora adattati ad essa. La visione offuscata è uno dei primi segnali, in presenza di diabete di tipo 2. In seguito il corpo si adatta ai livelli di zucchero e la vista riacquista il suo stato normale.

     

    Difficoltà a guarire dalle piccole ferite, soprattutto agli arti inferiori

    I batteri si moltiplicano più rapidamente quando i livelli di zucchero nel sangue sono elevati. Per questo motivo le persone diabetiche sono soggette a frequenti infezioni e alla difficoltà a guarire da piccole ferite (8), soprattutto quelle agli arti inferiori. Il diabete, infatti, può danneggiare l'architettura del piede, compresa la pelle, i vasi sanguigni e i nervi. I problemi ai piedi, però, si presentano in maniera frequente soprattutto nelle persone affette da diabete avanzato.

    Un'altra problematica legata agli arti inferiori è rappresentata dalla prolungata esposizione ad alti livelli di zucchero nel sangue, che può danneggiare i nervi in tutto il corpo. Questa condizione è chiamata neuropatia diabetica. I sintomi, non sempre presenti, sono intorpidimento, formicolio o dolore alle estremità. Sebbene la neuropatia diabetica sia più comune nelle persone che hanno avuto diabete di tipo 2 per 25 anni o più anni, può verificarsi anche in persone che hanno prediabete.

     

    Senso di affaticamento inusuale

    Le persone affette da diabete spesso accusano un senso di affaticamento inusuale (9). Questo accade quando l'insulina, che regola i livelli di glucosio nel sangue, non è regolare e quindi lo zucchero non arriva alle cellule che quindi non riescono a nutrirsi come dovrebbero. Questa cosa porta le persone diabetiche, ad accusare questo senso di fatica, pur non avendo effettuato nessuna particolare attività fisica.

     

    Avendo questi sintomi, posso mangiare il pane, la pasta e la pizza?
    Una soluzione c'è

    Per noi italiani sacrificare alimenti come il pane, la pasta e la pizza è spesso veramente un dramma, anche se sappiamo che dovremmo farlo, a volte si sgarra, oppure cerchiamo alternative più sane, ma non è la stessa cosa. Il grano ha il gusto a cui siamo abituati da piccoli ed è quella che rende meglio in cucina, ma purtroppo quella che ha anche un indice glicemico proibitivo, troppo alto, e alza la glicemia alle stelle, anche con le più piccole porzioni.

    Per fortuna una soluzione definitiva a questo problema è arrivata con la farina Conspersa, ovvero una farina di grano speciale che NON alza la glicemia, in quanto ha l'indice glicemico dei legumi, quindi bassissimo. Con questa farina puoi prepararti il pane e mangiarne anche mezzo chilo e la glicemia rimane inalterata, come se avessi mangiato un piatto di fagiolini! Puoi preparti anche l'impasto per farti la pizza, e in futuro usciranno la pasta e biscotti fatti con questa farina.

     

    Riferimenti:

    1. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4975132/
    2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3944879/
    3. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4876675/
    4. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1831666/
    5. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3406235/
    6. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6123031/
    7. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4881228/
    8. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4213725/
    9. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5100935/

     

  • Diabete: Conseguenze Fisiche e Abitudini Alimentari che Aumentano i Rischi

    Il diabete rappresenta la malattia metabolica più comune, caratterizzata dall'aumento del glucosio nel sangue, dovuta alla difficoltà da parte del corpo di metabolizzare correttamente i carboidrati ingeriti. Questa difficoltà è legata ad una produzione insufficiente di insulina da parte del pancreas.

    Diverse sono le forme di questa malattia:

    • Diabete tipo 1 o insulino-dipendente: In questa forma di diabete, le cellule beta del pancreas deputate alla produzione di insulina, sono distrutte attraverso un processo di auto-immunità.
    • Diabete di tipo 2 o non insulino-dipendente: In questa forma di diabete, le cellule beta del pancreas producono insulina, ma non nel quantitativo adeguato per il fabbisogno, che aumenta a causa del sovrappeso.

    Oltre al diabete di tipo 1 e 2 sono presenti altre forme, quali il diabete secondario dovuto a malattie pancreatiche, oppure dovuto ad alterazioni ormonali, quello indotto da farmaci o da anomalie dei recettori insulinici. C'è poi il diabete mellito gestazionale, che si manifesta nelle donne in attesa di un bambino.

    I dati statistici relativi alla malattia in Italia

    I dati relativi al diabete in Italia rappresentano un campanello d'allarme importante. Stando all'ultimo rilevamento Istat, sono quasi 4 milioni le persone affette da diabete, circa il 5,3% dell'intera popolazione, con il 16,5% relativo a individui che vanno da 65 anni in poi. Sempre spulciando i dati, ci si accorge come la diffusione del diabete sia quasi raddoppiata nell'ultimo trentennio.

    Anche rispetto all'anno 2000 i malati di diabete sono aumentati: circa 1 milione in più. Tutto questo dovuto anche all'inesorabile invecchiamento della popolazione, oltre a tantissimi altri fattori, tra cui la possibilità di poter sfruttare la diagnosi precoce, che consente quindi di allungare la vita dei malati. Stando alle statistiche, negli ultimi dieci anni, la mortalità per diabete ha fatto registrare una riduzione di oltre il 20%.

    Le statistiche della malattia nel mondo

    L’International Diabetes Federation ha evidenziato che nel 2017 i diabetici nel mondo sono circa 425 milioni, e che entro il 2045 il numero salirà a 629 milioni. Come detto in Italia il numero stimato è pari a circa 4 milioni, ed un altro milione ignora di essere affetto da diabete.

    I fattori di rischio

    Ma quali sono i fattori di rischio? Vita sedentaria e obesità, sono i fattori di rischio rilevanti nelle persone malate di diabete, che vanno dai 45 ai 64 anni. Le persone obese di sesso maschile affette da diabete, rappresentano il 28,9%, mentre le donne il 32,8%. Prendendo in considerazione la stessa fascia di età, quella tra i 45 e i 64 anni di età, sale la percentuale di colore che soffrono di diabete e non praticano attività fisica: il 47,5% degli uomini e il 64,2% delle donne.

    I rischi del diabete

    Tante persone sottovalutano i rischi del diabete che, secondo le stime, conta 4 milioni di decessi ogni anno (un decesso ogni 6 secondi). Dunque, il diabete non è una patologia benigna, come erroneamente tante persone credono, anzi mettendo a confronto i dati in possesso, in Italia questa patologia uccide addirittura più del cancro. Il diabete favorisce il rischio di malattie cardiovascolari. La glicemia troppo alta per periodi prolungati, porta all'occlusione delle arterie e all'ossidazione, tra e prime cause dell'infarto, come evidenziato anche dall'Osservatorio Arno che ha registrato ben 75 mila infarti in un anno tra le persone diabetiche. Oltre a questo sono 50 mila i casi di ictus registrati, 10 mila le amputazioni e 2 mila i dializzati.

    Abitudini alimentari che aumentano il rischio

    Come in tantissime patologie anche per il diabete, la corretta alimentazione è alla base della vita di ogni persona. Seguire abitudini alimentari sane, consente di abbassare sensibilmente i rischi, prevenendo questa malattia. Il diabete è una patologia che, prima di essere curata, dovrebbe essere prevenuta, ed è per questo che uno stile di vita equilibrato rappresenta la strada giusta da seguire.

    Ci sono, però, tantissime persone che seguono un'alimentazione sbagliato, poco sana e piena di eccessi. Basta guardare i cibi scelti e poi ingeriti, per accorgersi che sono tutti o quasi ricchi di zuccheri e grassi saturi: il cosiddetto cibo spazzatura.

    Già dalla colazione, tantissime persone, commettono errori di valutazione, preferendo per esempio fermarsi al bar per un cappuccino e una brioche. Non bisogna demonizzare questa scelta, a patto che non diventi un'abitudine quotidiana, ma un qualcosa che viene fatto sporadicamente. Non sarà certo una brioche ogni tanto a far venire il diabete.

    Il continuo utilizzo di cibi ad alto contenuto di zuccheri, invece, rappresenta un danno per l'organismo e spalanca le porte verso questa malattia. Alla luce di tutto questo, possiamo affermare che non esiste una dieta per chi è affetto da diabete, ma delle linee guida che consentano di poter mangiare in maniera sana, evitando alcuni cibi dannosi per l'organismo.

    Un’alimentazione equilibrata, consente il raggiungimento o il mantenimento del giusto peso corporeo, migliorando i livelli glicemici e quindi contribuendo a prevenire qualsiasi tipo di complicazione che può essere legata a questa malattia. Bisogna quindi avere un'alimentazione varia, che consenta di mangiare tutto, ma sempre nella giusta quantità.

    Attività fisica: perché bisogna farla

    Come per l'alimentazione, anche l'attività fisica diventa essenziale nelle persone affette da diabete. L'esercizio fisico, soprattutto quello aerobico, rappresenta un aspetto da prevedere nel trattamento del diabete. Almeno mezz'ora di camminata al giorno, o qualsiasi altro tipo di esercizio fisico, diventano essenziali non solo per aiutare ad eliminare lo stress, ma anche per regalare benefici al metabolismo. Fare sport, quindi, migliora la sensibilità all'insulina, riduce i livelli di Ldl, il famoso colesterolo cattivo, favorendo quello buono (Hdl), riduce i livelli di trigliceridi e previene le malattie cardiovascolari, controllando anche la pressione arteriosa.

    E' possibile mangiare comunque il pane, la pasta e la pizza?
    Una soluzione c'è

    Per noi italiani sacrificare alimenti come il pane, la pasta e la pizza è spesso veramente un dramma, anche se sappiamo che dovremmo farlo, a volte si sgarra, oppure cerchiamo alternative più sane, ma non è la stessa cosa. Il grano ha il gusto a cui siamo abituati da piccoli ed è quella che rende meglio in cucina, ma purtroppo quella che ha anche un indice glicemico proibitivo, troppo alto, e alza la glicemia alle stelle, anche con le più piccole porzioni.

    Per fortuna una soluzione definitiva a questo problema è arrivata con il grano germogliato Conspersa, ovvero una farina di grano speciale che NON alza la glicemia, in quanto ha l'indice glicemico dei legumi, quindi bassissimo. Con questa farina puoi prepararti il pane e mangiarne anche mezzo chilo e la glicemia rimane inalterata, come se avessi mangiato un piatto di fagiolini! Puoi preparti anche l'impasto per farti la pizza, e in futuro usciranno la pasta e biscotti fatti con questa farina.

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