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Il Lato Oscuro delle Solanacee: Sintomi e Cosa Fare

Le Solanacee sono una famiglia di vegetali alla quale appartengono molti dei comuni ortaggi che consumiamo quotidianamente. Questi ortaggi, però, contengono tutti glicoalcaloidi come la solanina (1), i quali, spesso, possono causare gonfiore addominale, gas, nausea, stanchezza o dolori articolari.

Se questi sintomi persistono, pur essendo già stati eliminati dalla dieta glutine e lattosio, allora è probabile che si ha una sensibilità alimentare alla solanina e, di conseguenza, alle Solanacee.

Il Lato Oscuro delle Solanacee

La famiglia delle Solanacee comprende migliaia di specie di vegetali, molti dei quali sono commestibili, altri, invece, possono essere addirittura velenosi. Una delle piante più famose appartenenti alla famiglia delle Solanacee (2) con proprietà velenose è la “Belladonna”, una pianta tossica a tal punto da essere mortale se ingerita.

Alle Solanacee, comunque, appartengono moltissime piante di uso domestico famosissime; ecco di seguito un elenco:

  • Pomodori
  • ♥ Peperoni
  • ♥ Melanzane
  • ♥ Patate bianche
  • ♥ Peperoncini
  • ♥ Paprica
  • ♥ Bacche di Goji

 

Tuttavia, questi ortaggi commestibili possono avere anche un lato oscuro. Se si è affetti da una malattia autoimmune, ad esempio, è consigliabile evitare di consumare questi ortaggi, poiché possono causare danni alle pareti dell’intestino a causa del loro alto contenuto di lectina.

In altre parole, possono essere un fattore importante nella manifestazione della sempre più comune disbiosi intestinale, che a livello fisico è probabilmente una delle cause principali, se non la principale, per l'inizio di qualsiasi malattia.

Questi ortaggi contengono, come abbiamo già detto sopra, glicoalcaloidi, i quali contribuiscono all’aumento delle infiammazioni intestinali. Tali sostanze vengono definite“anti-nutrienti” e vengono utilizzate da queste piante (in particolare la Belladonna) per difendersi dagli agenti patogeni o dall’attacco di parassiti e insetti.

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Sintomi e Sensibilità alle Solanacee

Le persone che manifestano una sensibilità alle Solanacee hanno una carenza di enzimi che risultano necessari per poter digerire questa particolare categoria di ortaggi. È difficile individuare la sensibilità a questi vegetali, poiché sono alimenti diffusissimi nella nostra alimentazione (3) quotidiana.

Purtroppo, anche il tempo non gioca a favore di una precoce diagnosi di intolleranza, dal momento che occorrono circa 72 ore affinché si verifichino i sintomi di sensibilità alle Solanacee. I sintomi più diffusi e comuni sono:

  • Gonfiore
  • ♥ Gas
  • ♥ Diarrea
  • ♥ Nausea
  • ♥ Stanchezza
  • ♥ Dolore e gonfiore alle articolazioni

 

È importante ricordare che l’allergia ad uno degli ortaggi della famiglia delle Solanacee è ben più grave della semplice intolleranza o sensibilità.

I sintomi di un’allergia alimentare sono pericolosi e, per questo motivo, da non sottovalutare. La manifestazione dell’allergia comporta difficoltà di respirazione, gonfiore alla gola, vertigini, fino ad arrivare in casi estremi allo shock anafilattico.

Se, dopo aver ingerito qualsiasi cibo, si avverte anche solo uno di questi sintomi, è consigliabile rivolgersi prontamente ad un medico.

Leggi anche: Intolleranza alle Solanacee: Sintomi e Come Trattare Quando Fanno Male

Come Testare la Sensibilità alle Solanacee

Il modo migliore per testare una eventuale sensibilità alle Solanacee (ed il più economico) è seguire una dieta in cui si eliminano tutti gli ortaggi appartenenti a questa famiglia per almeno 2 settimane, come spiegato nella nostra Guida Olistica per la Salute. Una volta eliminati tutti gli ortaggi e le spezie della famiglia delle Solanacee, se i sintomi scompaiono, allora probabilmente si ha una sensibilità alle sostanze contenute in quei vegetali.

Questo non vuol dire, ad esempio, che si deve rinunciare per sempre ad una buona salsa di pomodoro o alle melanzane. Infatti, la fase successiva della dieta di eliminazione è la cosiddetta fase di reintroduzione. Uno alla volta si reintroducono gli ortaggi eliminati dalla dieta e si osserva come il corpo reagisce dopo averli mangiati.

Alcune persone sviluppano intolleranze lievissime alle Solanacee (4), ciò significa che si è in grado di tollerare solo piccole dosi di questi cibi a seconda delle quantità di glicoalcaloidi che contengono. Le patate tendono ad avere una più alta dose di glicoalcaloidi e degli altri anti-nutrienti, quindi è possibile avere una reazione avversa a queste ultime rispetto agli altri ortaggi della stessa famiglia.

NOTA IMPORTANTE: la buccia e i semi è la parte dell'ortaggi con la più grande concentrazione di solanacee. Provare ad eliminare quelle parti per vedere se la reazione si attenua. Inoltre, la quantità di solanacee si riduce maggiormente con la cottura in pentola a pressione.

Cosa Fare se si ha una Sensibilità Importante

Dopo aver seguito tutti i passaggi della dieta di eliminazione e poi di quella di reintroduzione, è possibile scoprire di essere intolleranti a tutti gli ortaggi della famiglia delle Solanacee (5).

Per prevenire l’insorgenza di eventuali disturbi alimentari o di una reazione immunitaria infiammatoria, si può optare per soluzioni salutari e gustose alternative, che vanno a sostituire quei determinati cibi a cui si è intolleranti.

Le Sostituzioni Migliori

Le patate bianche possono essere sostituite egregiamente con le patate dolci, le quali, a differenza delle prime, non fanno parte della famiglia delle Solanacee. Alle patate dolci possiamo aggiungere le carote e i cavolfiori, in modo tale da creare un piatto ricco e salutare (6).

È possibile sostituire i pomodori con mele, barbabietole, pompelmi a seconda della ricetta che si ha in mente.

Le melanzane possono essere facilmente sostituite con funghi porcini e il pepe con spezie altrettanto valide. La sostituzione degli ortaggi della famiglia delle Solanacee (7) può essere un ottimo motivo per sperimentare nuovi sapori e nuove ricette e per migliorare la salute dell’intestino.

Leggi anche: La Dieta Senza Lectine: Gli Alimenti da Evitare

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Riferimenti:

1 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5855062/

2 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5853398/

3 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1249569/

4 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4055287/

5 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4177291/

6 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6154334/

7 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4339601/

Matea Skubic
Sull'autore Matea Skubic

Mi chiamo Matea e sono una sostenitrice della salute olistica degli animali domestici. Amo la natura e gli animali sin da bambina e sono orgogliosa di prendermi cura dei nostri animali domestici. Tuttavia, il mio interesse per la salute olistica degli animali domestici è nato solo quando ho adottato la mia prima cagnolina che si chiamava Luna. Oggi, purtroppo, sempre più cani e gatti soffrono di diverse malattie. La mia Luna non faceva eccezione. Ha sofferto di malattie della pelle di natura allergica e di problemi di tosse canina Mi sono subito resa conto che la medicina veterinaria tradizionale non le forniva un aiuto sufficiente.

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