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Le Lectine Possono Causare Malattie?

Negli ultimi anni i ricercatori hanno scoperto che molte lectine, una famiglia di proteine ​​ritenute un insetticida naturale abbondante in legumi e cereali non cotti, sono tossiche, infiammatorie o entrambe; resistenti alla cottura e agli enzimi digestivi sono presenti in gran parte del nostro cibo(1), quindi non sorprende che a volte possano causare “avvelenamento alimentare”.

Ma la scoperta veramente inquietante è avvenuta nel 1989 (4) quando studi hanno dimostrato che alcune lectine alimentari superano la barriera intestinale e si depositano in altri organi (2) (3).

 

Cosa sono le Lectine

Le lectine sono un tipo di proteine che si legano a determinati zuccheri e glicoproteine e possono legarsi alle membrane cellulari. Svolgono un importante ruolo biologico nel processo di riconoscimento dei polisaccaridi presenti sulle membrane cellulari. Per esempio, alcuni virus utilizzano le lectine per riconoscere e legarsi alle strutture di carboidrati delle membrane cellulari dell'organismo ospite nel processo infettivo. (5) 

Le lectine sono presenti nella maggior parte delle piante, soprattutto semi e tuberi come i cereali, le patate e i fagioli. Le lectine nelle piante sono una difesa contro i microrganismi, i parassiti e gli insetti. Possono mantenere intatti i semi quando passano attraverso i sistemi digestivi degli animali, per una successiva dispersione. 

 

Le Lectine e i Danni per la Salute

Le lectine sono molto resistenti alla digestione umana, causando danni a cellule e tessuti del sistema dello stomaco e dell'intestino, interferendo con l'assorbimento di nutrienti, modificando la flora intestinale e cambiando il sistema immunitario. Quindi se consumate in quantità elevata, le lectine possono causare malattie. (6)                                         

Presente in vari tipi di legumi, in particolare nei fagioli è la fitoemoagglutinina, un tipo di lectina. Questa lectina, se assunta in quantità elevate, può risultare tossica e alcuni studi riportano casi di intossicazione dopo il consumo di fagioli crudi o cotti in modo scorretto (7). A ogni modo è da considerare che noi non mangiamo mai legumi crudi, però dobbiamo prestare attenzione alla cottura. 

L'ingestione delle lectine presenti in certe verdure impropriamente cotte può provocare disturbi del tratto gastrointestinale, ma il meccanismo di tossicità non è noto. In uno studio si è dimostrato che le lectine sono note per inibire l'esocitosi, e quindi si ipotizza che la tossicità delle lectine sia dovuta ad un effetto inibitorio sulla riparazione della membrana plasmatica (8).

 

Carenze Nutrizionali

Vista la capacità delle lectine di “agganciarsi” ad altre molecole, possono calamitare su loro stesse alcuni minerali, rendendoli indisponibili per l’assorbimento. In particolare, possono causare una carenza di ferro, zinco, magnesio e calcio.

 

Sindrome Da Intestino Permeabile

Quando viene consumata una quantità eccessiva di lectine, esse sono in grado di causare un severo danno intestinale (9), che porta ad una rottura dell’impermeabilità della membrana, ovvero la sindrome da intestino permeabile, che le più recenti ricerche scientifiche pongono alla base di varie malattie autoimmuni, nonché di allergie, intolleranze e processi infiammatori di vario tipo  (10) (11).

 

Resistenza all’Insulina e Obesità

La resistenza all'insulina è spesso innescata dal consumo eccessivo di alimenti contenenti lectina che reagiscono in modo sfavorevole, influenzando il sangue con la loro proprietà agglutinanti. Le lectine innescano l'infiammazione, la morte cellulare, causando il diabete e contribuiscono anche alla resistenza all'insulina (12).

Le lectine imitano, sostituiscono e competono con l'insulina. Esse stimolano il recettore dell'insulina in modo che il pancreas continui a produrla. Nel corso del tempo queste lectine causano una sovra-produzione di insulina e si verifica la resistenza all'insulina. Le lectine incompatibili con alcuni tipi di sangue hanno la capacità di legarsi ai recettori insulinici presenti sulla superficie delle cellule adipose. Ciò provoca l'aumento della conservazione del grasso e della conversione dello zucchero in grasso, è questo il vero motivo per cui molte persone pur seguendo una dieta sana continuano a ingrassare (13).

 

Malattie Autoimmuni

Alcuni studi hanno evidenziato il ruolo svolto dalle lectine sulle malattie autoimmuni. I ricercatori hanno condotto test in pazienti malati di artrite reumatoide e poi li hanno estesi a pazienti con altre patologie autoimmuni, in particolare celiachia, diabete I, ipotiroidismo di Hashimoto e psoriasi (14)

Le ricerche sono state volte a dimostrare che le lectine alimentari sono in grado di interagire con le cellule dell’intestino (enterociti ) e con le cellule del sistema immunitario (linfociti ), facilitando la traslazione a tessuti periferici di antigeni dietetici e di antigeni batterici derivati dall’intestino.
In presenza di una predisposizione genetica, questa stimolazione antigenica può risultare in una cosiddetta mimica molecolare: i peptidi delle lectine che entrano in circolazione sono sufficientemente simili ad alcune strutture peptiche del nostro stesso corpo da causare la risposta autoimmune.

Le lectine, come altre agglutinine, a causa della loro conformazione particolare, sono le molecole perfette per attivare il mimetismo molecolare una volta entrate in circolo, in pratica sono facilmente confondibili con strutture self (15)

L’esempio è quello del glutine: una struttura proteica alimentare risulta in grado di sollecitare una malattia autoimmune (la celiachia), qualora se ne presentassero le condizioni (16).

Inoltre l’ingestione frequente e abbondante di lectine può aumentare la crescita di batteri, quali E.coli e L.lactis (17) e stimolare la produzione di citochine proinfiammatorie (18) .

 

 

Alimenti Contenenti Lectine

La lista degli alimenti contenenti lectine è lunga. Circa il 30% di quello che mangiamo contiene lectine in quantità significative. Sono presenti nella maggior parte delle piante, soprattutto semi e tuberi come i cereali, le patate e i fagioliLe lectine sono abbondanti nei legumi e nei grani grezzi e più comunemente si trovano nella parte del seme che darà vita alle foglie quando la pianta germoglierà, ovvero il cotiledone, ma anche nel cappotto del seme. Si trovano anche nei prodotti lattiero-caseari e frutti di mare.

Diverse altre piante che mangiamo normalmente contengono lectine, come carote, mais, aglio, arachidi, barbabietole, tè, prezzemolo, origano, soia, piselli, germe di grano, riso e ciliegie.

 

Come Ridurre o Neutralizzare Le Lectine

Visto che è praticamente impossibile non avere contatti con le lectine, per evitare problemi dovremmo evitare gli alimenti con elevate concentrazioni di lectine crude o mal cotte, e stare molto attenti con quantità esagerate di semi (come i fagioli) e cereali (come il grano).

Cottura: per evitare problemi, come regola generale i fagioli non dovrebbero mai essere consumati se non completamente cotti. È consigliabile dunque mettere i fagioli in ammollo per almeno 8 ore, e dopo farli bollire a circa 100 °C. Per i cereali è consigliabile bagnarli e risciacquarli prima della cotturaAnche l'aggiunta di bicarbonato di sodio all'acqua d’ammollo può aiutare a neutralizzare ulteriormente le lectine.

 

Fermentazione: consente ai batteri benefici di digerire e convertire molte delle sostanze nociveQuesto potrebbe essere il motivo per cui le popolazioni più salutari utilizzano questa tecnica con prodotti di soia fermentati come tofu, miso e tempeh. Anche alcune verdure, come il cavolo, possono avere meno antinutrienti quando fermentati. 

Non tutte le lectine sono completamente distrutte da questi metodi e alcune lectine, particolarmente ostinate, rimangono nonostante anche lunghi trattamenti. Quindi, queste tecniche non riducono totalmente gli effetti negativi per tutti.

 

Limitare e non Demonizzare

Anche se alcuni studi hanno dimostrato che le lectine hanno il potenziale per causare danni alla salute, non è possibile seguire una dieta priva di lectine, in quanto come detto in precedenza, le lectine sono presenti in tantissimi alimenti. Inoltre la maggior parte di questi alimenti contenenti lectine sono ricchi di vitamine, minerali, fibre e antiossidanti, tutti benefici per la nostra salute.

Per le persone più sensibili, soprattutto quelle con disturbi autoimmuni e con problemi all’intestino, seguire la “dieta Paleo” , in cui i carboidrati provengono da frutta e verdura, piuttosto che da grani e fagioli, può essere utile.

Naturalmente, la situazione individuale determinerà quanto sia necessario diminuire il consumo di quelli alimenti che contengono un eccesso di lectine. Infine se stai seguendo una dieta sana e continui ad avere problemi di salute, sebbene non sia una garanzia, eliminare o ridurre le lectine potrebbe essere la chiave mancante per ritrovare il tuo benessere.

 

 

Riferimenti

  • (1) Van Damme EJM, Peumans WJ, Pusztai A, Bardocz S. Manuale di lectini vegetali: proprietà e applicazioni biomediche. Londra: Wiley; 1998. pp. 31-50.
  • (2) Pusztai A, Greer F, Grant G. Specific uptake of dietary lectins into the systemic circulation of rats. Biochem Soc Trans. 1989;17:481–482.
  • (3). Wang Q, Yu L-G, Campbell BJ, Milton J, Rhodes JM. Identification of intact peanut lectinin peripheral venous blood. Lancet. 1998;352:1831–1832
  • (4) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1115436/
  • (5) https://it.wikipedia.org/wiki/Lectina
  • (6) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1115436/
  • (7) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2249712
  • (8) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1933252/
  • (9) Sjolander et al., Greer&Pusztai, Liener
  • (10) https://link.springer.com/article/10.1007/s11894-999-0023-5
  • (11) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10884708
  • (12) https://www.hindawi.com/journals/jdr/2017/6368780/
  • (13) http://www.alkymia.com.au/announcements/diabetes-and-blood-type
  • (14) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25599185
  • (15) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10884708
  • (16) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3705319/
  • (17)  Liener et al., Banwell et al., Pustai et al.
  • (18) Firestein et al., van den Bourne et al.

 

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