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Artrite Reumatoide: I Batteri Intestinali Possono Essere la Causa?

mani con artrite

L'artrite reumatoide è una malattia autoimmune, causata da fattori sia genetici che ambientali. Recentemente i ricercatori si sono concentrati sul microbiota intestinale, perché pare che i batteri intestinali possano essere la chiave per capire la causa scatenante l'infiammazione da artrite reumatoide.

L’infiammazione è un processo naturale del corpo, è un meccanismo di difesa che si manifesta quando l’organismo viene colpito da agenti fisici, chimici e biologici. L’infiammazione ha come finalità l'eliminazione della causa iniziale di danno cellulare o tissutale, nonché l'avvio del processo riparativo.

L'infiammazione difende il corpo dall'infezione, le cellule immunitarie lottano contro batteri e virus. A volte, però, il lavoro del sistema immunitario può rimanere costante, andando fuori controllo e causando infiammazione cronica. L’artrite reumatoide è una conseguenza di questo fenomeno (1). L’infiammazione cronica genera calore, gonfiore e dolore alle articolazioni.

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Intestino Infiammato Dolori Articolari Assicurati?

Negli ultimi anni, la comprensione del microbiota intestinale è aumentata e costituisce un ampio campo di ricerca, specialmente nelle malattie autoimmuni.

Secondo le ultime ricerche scientifiche esiste una forte associazione tra i batteri intestinali alterati e i vari tipi di artrite. Una grande percentuale delle nostre cellule immunitarie vive nell'intestino, dove le loro interazioni con determinate specie di batteri intestinali attivano le risposte immunitarie in altre parti del corpo, comprese le articolazioni.

L'intestino umano è colonizzato da un gran numero di microrganismi, miliardi di batteri che superano il numero di cellule nel corpo umano. Questo microbiota intestinale è la principale fonte di microbi che possono esercitare effetti benefici e patogeni sulla nostra salute (6). Il nostro intestino è il principale punto di accesso per vari antigeni ambientali che possono essere sotto forma di cibo o agenti infettivi. La microflora intestinale forma una barriera immunologica tra l'ambiente e l'intestino e aiuta a mantenere un tratto gastro-intestinale sano.

batteri intestinali

La disbiosi intestinale, uno stato di squilibrio microbico, è stata associata a diverse malattie, in particolare le malattie autoimmuni in cui il sistema immunitario ospite attacca erroneamente i propri tessuti (2). Infatti i ricercatori hanno spesso rilevato la disbiosi intestinale nei pazienti con artrite reumatoide (3). La disbiosi intestinale può influenzare l'insorgenza e / o la progressione delle malattie autoimmuni, inclusa l'artrite reumatoide anche se è localizzata nei tessuti molto lontani dall'intestino come le articolazioni (4) (5).

I ricercatori hanno scoperto inoltre che il batterio Prevotella è più abbondante nei pazienti con nuova diagnosi di artrite reumatoide che in individui sani o pazienti con artrite reumatoide cronica. Inoltre, la crescita eccessiva di Prevotella copri è associata a un minor numero di batteri intestinali benefici (7).

 

L’ Aumento delle Malattie Autoimmuni

Negli ultimi anni, l'incidenza di molte malattie autoimmuni è aumentata, molti ricercatori sostengono che almeno parte di questo aumento sia dovuto a cambiamenti nel nostro ecosistema batterico (8). Il consumo di cibi sempre più trasformati, l'utilizzo spesso inappropriato di antibiotici e la diminuzione del contatto con il mondo naturale di animali e piante ricchi di microbi hanno contribuito alla trasformazione dei batteri intestinali (9). Questi cambiamenti hanno conseguenze sulla nostra salute.

 

Alimenti Infiammatori che Scatenano il Dolore

Quando si ha l'artrite, il corpo è in uno stato infiammatorio, per cui ciò che si mangia può non solo aumentare l'infiammazione, ma anche predisporre altre condizioni croniche come obesità, malattie cardiache e diabete (10). Quindi è fondamentale rimuovere gli alimenti pro-infiammatori dalla propria dieta. Ecco una lista degli alimenti che infiammano.

Zucchero raffinato: lo zucchero trasformato innesca le citochine, messaggeri infiammatori (11). Vanno eliminati dessert, pasticcini, tavolette di cioccolato, bibite zuccherate e succhi di frutta confezionati. Evitare anche l'aspartame, un dolcificante artificiale non nutritivo.

figura mani artrite reumatoideCarboidrati raffinati: prodotti a base di farina bianca come pane, panini e cracker, anche il riso bianco e molti cereali sono carboidrati raffinati. I cereali integrali sono più salutari dei cereali raffinati perché il processo di raffinazione dei carboidrati comporta l'eliminazione di gran parte delle fibre, vitamine, minerali, fitonutrienti e acidi grassi essenziali. Inoltre, gli amidi e gli zuccheri raffinati possono alterare rapidamente i livelli glicemici e di insulina e l'iperglicemia postprandiale può aumentare la produzione di radicali liberi e citochine proinfiammatorie (12).

Grassi saturi: numerosi studi hanno dimostrato che i grassi saturi innescano l'infiammazione adiposa (tessuto grasso), che non è solo un indicatore per le malattie cardiache, ma peggiora anche l'infiammazione artritica (13). Gli alimenti ricchi di grassi saturi sono pasta, latticini grassi, prodotti a base di carne, dessert a base di cereali.

Cibi trasformati: prodotti fritti e cibi dei fast food sono ricchi di grasso trans, anche gli snack e prodotti surgelati (14). Evitare cibi che presentano nelle etichette degli ingredienti oli parzialmente idrogenati.

Alcool: l'uso eccessivo indebolisce la funzionalità epatica e può causare infiammazione (15).

Glutammato monosodico: è un additivo alimentare esaltatore di sapidità che si trova più comunemente nei dadi per condire minestre e zuppe, viene aggiunto nei cibi preparati, nella preparazione di cibi asiatici e salsa di soia. Questa sostanza chimica può innescare infiammazione cronica e influire sulla salute del fegato (16).

Optare per un’alimentazione ricca di fibre, verdure e frutta biologiche di stagione. La ricerca suggerisce che l’aggiunta di antiossidanti vegetali può limitare o addirittura invertire le risposte proinfiammatorie (17). Se mangi proteine animali, scegli quelle biologiche. Prediligi alimenti ricchi di omega 3, antiossidante naturale, per esempio il pesce.

 

Rimedi Naturali per il Dolore Articolare

Una soluzione importante è offerta dalla natura con le sue piante e i suoi rimedi, che contribuiscono positivamente alla salute delle articolazioni e a contrastare i dolori.

Curcuma: la curcumina, che è l'ingrediente attivo in questa spezia, è un potente anti-infiammatorio che riduce il dolore. Uno studio (18) ha dimostrato che la curcuma ha bloccato i percorsi infiammatori, inibendo l’azione di una proteina che innesca il gonfiore e il dolore. Inoltre la curcuma ha migliorato significativamente il dolore post-operatorio e la fatica in persone affette da osteoartrite e inoltre ha aumentato la mobilità (19).

Zolfo Organico (MSM): è un composto naturale utilizzato come medicina complementare e alternativa per una varietà di scopi, tra cui come agente antinfiammatorio. Aiuta a ricostruire la cartilagine, può aiutare ad alleviare gli spasmi muscolari, l'infiammazione, il dolore articolare, lo stress ossidativo (20).

Acidi grassi essenziali: i grassi omega 3 donano benefici in tutto il corpo, in quanto aiutano a combattere l'infiammazione (21). Il salmone selvatico catturato, le sardine, lo sgombro, l’olio di fegato di merluzzo e le carni bovine alimentate con erba sono buone fonti di omega-3.

La vitamina D: Il corpo non può assorbire abbastanza calcio senza quantità adeguate di vitamina D. I pesci, le uova e la luce del sole sono le migliori fonti naturali. Quando si sceglie un supplemento, è consigliato di cercare la vitamina D3 in quanto è la stessa forma ottenuta attraverso l'esposizione al sole. Alcuni studi (22) suggeriscono un legame tra i bassi livelli di vitamina D e l'incidenza di dolore acuto e cronico. L’assunzione di vitamina D nelle persone che ne sono carenti può portare ad un miglioramento del dolore.

 

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Riferimenti:

  • 1 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5602494/
  • 2- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23618829
  • 3- https://www.nature.com/articles/nm.3914
  • 4- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26331579
  • 5- https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/art.22848
  • 6- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24434325/
  • 7-https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5129594/
  • 8- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3928703/
  • 9-https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2452231716300161
  • 10- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2868080 
  • 11-https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12379575
  • 12-https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16904534
  • 13-  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17991637
  • 14-https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19424218
  • 15-https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2842521/
  • 16-https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18178378
  • 17-https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16904534
  • 18-http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/art.22180/abstract
  • 19-https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5003001/
  • 20-https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5372953/
  • 21-https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16531187
  • 22-https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4470966/
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